Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

“NO TARES”, UN COMITATO CITTADINO PER LA CLASS ACTION CONTRO LE TARIFFE IMPAZZITE

20/12/2013 - Il comune di Capri Leone, nei giorni scorsi, ha provveduto ad approvare le nuove tariffe TARES e ad inviare ai cittadini i relativi avvisi di pagamento che, con grande sorpresa, risultano, per le utenze domestiche, quasi raddoppiate rispetto
all’anno precedente, mentre, per le utenze non domestiche, gli aumenti sono stati addirittura stratosferici. Infatti, per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, il comune di Capri Leone ha "previsto", per l’anno 2013, un costo totale di oltre 947.000 euro (quasi un MILIONE di euro).

I CITTADINI DI CAPRI LEONE NON SI POSSONO PERMETTERE DI SPENDERE UN MILIONE DI EURO PER LA RACCOLTA
RIFIUTI.
A nostro parere le modalità politiche ed amministrative con cui si è proceduto all’approvazione della TARES sono frutto di una politica passiva nei confronti dell'ATO ed ingiusta verso i cittadini.
Chi doveva controllare l’ATO (PRIMA E NON DOPO!) non ha controllato.
Non si capisce altrimenti come sia stato possibile un aumento degli importi così rilevante rispetto agli anni precedenti.
L’ATO non puo’ fare quello che vuole e poi mandarti la fattura. Esso deve rispettare regole e piani precisi e spettava ai sindaci controllare che lo facesse.
Il piano finanziario posto alla base dei calcoli non è regolare. Infatti non è altro che uno specchietto che riporta sinteticamente i TOTALI forniti dall'ATO, ed accettato acriticamente dal comune.
Non specifica alcun dato sulla tipologia dello smaltimento, sulla effettività del riciclo dei rifiuti differenziati, sui
conferimenti, sugli eventuali incassi derivati, etc. etc.
Nessun dato neanche sulla tipologia e la quantità dei materiali raccolti, sui mezzi impiegati, sul personale utilizzato.

Questo non è un piano finanziario: questo è un semplice riporto di cifre senza significato.
Fra l'altro, visto che nel corso dell'anno si sono accavallati il periodo di competenza dell'ATO ed il periodo di competenza del comune, (che logicamente hanno avuto caratteristiche diverse) i piani dovevano essere due e non uno. Questo piano finanziario manca di trasparenza e precisione, non rispetta quanto previsto dall’ art 8 D.P.R. 158/1999 e quindi non è idoneo a fungere da base di calcolo e da congrua MOTIVAZIONE alla delibera di approvazione delle tariffe.

Tutto il procedimento di approvazione ed applicazione della TARES è quindi affetto da invalidità.
Un piano inesistente ha prodotto tariffe ingiuste: non vengono differenziate le posizioni in base al reddito, anzianità, eventuali stati di bisogno o handicap. Non è previsto espressamente neanche il caso (molto comune) in cui diversi nuclei anagrafici siano conviventi nello stesso immobile. Non si capisce per quale logica la quota a persona delle utenze domestiche diminuisca passando da uno a 3, aumenti nel caso di 4 persone, ricominci a diminuire da 5 in poi.

Inoltre le bollette sono state inviate prima che le delibere consiliari di approvazione (del regolamento e delle tariffe) divenissero esecutive (e quindi si basano su provvedimenti ancora non perfezionati).
Questo comitato si propone di arrivare all'annullamento integrale di tutti gli atti che riguardano l'approvazione della TARES. Esso ha intenzione di promuovere dei ricorsi collettivi in due direzioni:
A)-Impugnazione dei singoli avvisi di pagamento (davanti alla commissione tributaria).
B)-Impugnazione delle delibere consiliari di fronte al TAR.
Chiunque voglia collaborare attivamente al comitato puo' contattare l'avv. Paterniti.
Le modalità ed i termini specifici dell'iniziativa saranno illustrati in una assemblea pubblica che si terrà nei prossimi giorni.


Il presidente provvisorio del comitato
Avv. Salvatore Paterniti

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