Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

CROCETTA: “FIRMATO IL SECONDO ATTO AGGIUNTIVO PER LA REALIZZAZIONE DELL'INTERPORTO DI TERMINI IMERESE”

Palermo, 28 feb. 2014 - Il presidente Crocetta comunica che si è dato il via al secondo atto aggiuntivo per l'inizio dei lavori dell'Interporto di Termini Imerese. Si tratta di un progetto strategico che consentirà di realizzare un percorso intermodale fondamentale per il trasporto delle merci e l'interscambio mare terra, del valore complessivo di 78.090.000,00, di cui 49 milioni di euro a valere sul PAC terza fase, 14,5 milioni di euro su fondi regionali e la rimanente parte a carico di fondi privati.

La mancanza della presenza dell'Interporto di Termini contribuì in maniera non indifferente all'interruzione degli investimenti FIAT sul territorio.
La firma dell'atto aggiuntivo consentirà di abbreviare notevolmente i tempi dell'inizio dei lavori, in quanto si potrà in tal modo beneficiare delle agevolazioni della legge obiettivo del 2001 e successive modificazioni, che prevedono ad esempio che la valutazione di impatto ambientale si effettui soltanto sul progetto preliminare e non su quello definitivo, con notevole riduzione dei tempi.
Il prossimo passo sarà la firma del contratto tra la società Interporti e quella aggiudicatrice dei lavori - ATS di cui capofila è la TECNIS – che dovrà provvedere alla stesura del progetto definitivo ed esecutivo.
Il presidente della società Interporti Siciliani, Alessandro Albanese, prevede che i lavori, dopo la firma di questo Atto aggiuntivo, potranno iniziare nel prossimo mese di giugno, con un accorciamento dei tempi di circa cinque, sei mesi.

Nello sblocco dell'iter è stato fondamentale anche la decisione della Commissione Europea intervenuta lo scorso mese di giugno, che ha stabilito che la quota europea di del finanziamento è compatibile con la normativa in materia di aiuti di stato



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