Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

PENSIONATA HA 90 CASE MA DICHIARA REDDITI DA FAME A CATANIA

Pensionata intestataria di 90 immobili non dichiara al fisco redditi per 1,5 milioni di euro
Catania - 21 marzo 2014 - I finanzieri del Comando Provinciale di Catania, a conclusione di una mirata attività investigativa a contrasto dell'evasione immobiliare, ha scoperto una pensionata catanese ultrasettantenne, titolare di 90 immobili, che ha sottratto al fisco, solo negli ultimi 5 anni, circa 1,5 milioni di euro. Nell'ambito delle iniziative volte al monitoraggio dei grandi patrimoni immobiliari, i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di
Catania, hanno individuato, tra le altre, la posizione dell'anziana signora che, dopo la morte del coniuge, un imprenditore catanese, ha ereditato un cospicuo numero di case, appartamenti, locali commerciali e capannoni, ivi compresi immobili di pregio ubicati anche nelle vie più centrali e note di Catania.

In particolare, i preliminari approfondimenti hanno evidenziato che la pensionata presentava dichiarazioni dei redditi con importi irrisori rispetto al valore del patrimonio detenuto. Infatti, in esse confluivano esclusivamente la pensione di reversibilità di 500 euro mensili e redditi da fabbricati per soltanto 150 mila euro. Lo sviluppo delle investigazioni, mediante l'incrocio delle informazioni disponibili alle banche dati e il ricorso alle indagini bancarie, ha fatto emergere un quadro di diffusa evasione fiscale, di locazioni in nero, di abusi edilizi mai sanati e di violazioni amministrative connesse alla gestione degli affitti.

Sono state, infatti, accertate locazioni completamente in nero - cioè senza alcun contratto di affitto - di ben 29 immobili, i cui canoni, mensilmente percepiti, non sono mai confluiti nelle dichiarazioni fiscali presentate. Inoltre, alcune di queste proprietà, catastalmente dichiarate quali sottotetti o cantine, erano finanche prive dei requisiti di abitabilità. Gli altri beni sono risultati oggetto di regolari contratti di locazione, puntualmente registrati, ma gli importi indicati erano di gran lunga inferiori a quelli effettivamente corrisposti dai locatari per la conduzione degli stessi.

Fra questi immobili, il caso più eclatante è stato quello di due capannoni, per una superficie commerciale di oltre 2000 mq, affittati regolarmente a una società catanese e utilizzati quali deposito di merce.
I 42 mila euro annui pattuiti nel contratto stipulato e debitamente registrato non sono però mai stati dichiarati dall'anziana contribuente, in quanto i fabbricati - come emerso dagli accertamenti svolti - sono risultati abusivi, mai condonati e mai accatastati. Così nelle dichiarazioni confluiva la sola rendita di poche centinaia di euro derivante dalla tassazione del terreno agricolo su cui i capannoni erano stati edificati negli anni 80.

Dal controllo, inoltre, sono emerse anche molteplici e ulteriori violazioni amministrative riguardanti sia l'evasione dell'imposta di registro, per le locazioni a nero, quantificata in oltre 16.000 euro, sia l'omessa denuncia all'Autorità di Pubblica Sicurezza di cessione di 41 fabbricati, per la quale è prevista l'applicazione di sanzioni per un importo massimo di oltre 63.000 euro.
Al termine degli accertamenti, pertanto, è stata complessivamente constatata un'evasione fiscale di 1,5 milioni di euro di redditi non dichiarati, con la conseguente denuncia della contribuente all'Autorità Giudiziaria per il reato tributario di infedele presentazione della dichiarazione dei redditi.
Sono, infine, in fase di definizione i riscontri sulle posizioni relative ai tributi locali connessi alla gestione dell'ampio patrimonio immobiliare.

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