Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

L’UNIVERSITÀ DI MESSINA SALE DAL 51° AL 38° POSTO NELLA CLASSIFICA DE “IL SOLE24ORE”

Tra gli aspetti meni positivi, la mobilità internazionale (54° posto), il numero di studenti in cerca di lavoro dopo un anno dalla laurea (penultima posizione, che rispecchia la situazione socio-economica del territorio. “Non ci esaltiamo – afferma il prof. Emanuele Scribano, Prorettore Vicario – per questo risultato, così come non ci eravamo depressi per la classifica ANVUR che un anno fa”

Messina, 24 giugno 2014 - Le classifiche redatte da “Il Sole24Ore” premiano l’Ateneo di Messina. L’Università peloritana, infatti, sale dal 51° al 38° posto tra 61 atenei statali – a pari merito con Teramo – e, soprattutto, si afferma come la seconda tra gli atenei meridionali di grandi dimensioni (dopo Salerno, che è 22a ), la terza in assoluto nel Sud (Napoli Orientale è 34a) in una graduatoria in cui le università settentrionali fanno la parte del leone. Per quanto concerne la Sicilia, Catania risulta essere 51a, Palermo 58a.

Rispetto alle graduatorie ANVUR della scorsa estate, i risultati sono disegnati da un nuovo pacchetto di indicatori e tengono presenti tanto la ricerca quanto la didattica. Nel primo caso, disaggregando il dato finale, Messina è al 37° posto e nel secondo al 41°.
Rilevanti alcune performance. L’Università peloritana è tra le prime 15 in Italia (11a) per ciò che concerne la sostenibilità dei Corsi di Laurea – il numero medio dei docenti rispetto ai vari insegnamenti – e per quel che riguarda la competitività della ricerca (14a posizione), cioè la capacità di attrazione delle risorse sui vari progetti.

Aspetti meni positivi, la mobilità internazionale (54° posto), il numero di studenti in cerca di lavoro dopo un anno dalla laurea (penultima posizione, che rispecchia la situazione socio-economica del territorio) e la qualità della produzione scientifica (anche qui penultimo posto) calcolata sostanzialmente in base alle graduatorie ANVUR dell’anno scorso.
“Non ci esaltiamo – afferma il prof. Emanuele Scribano, Prorettore Vicario – per questo risultato, così come non ci eravamo depressi per la classifica ANVUR che un anno fa ci relegava in ultima posizione. Già allora avevamo detto che la metodologia seguita dall’Agenzia di valutazione non ci convinceva e che non ci reputavamo assolutamente ultimi. Il lavoro de ‘Il Sole24Ore’ conferma che, utilizzando tutti i parametri che misurano l’attività di un’Università, compresa quindi la didattica, il nostro Ateneo è competitivo. Questo vuol dire, da un lato, che è più che mai necessaria una riflessione a livello nazionale, per modificare le modalità di giudizio da parte dell’ANVUR. Dall’altro, che il lavoro intrapreso da questa amministrazione è indirizzato nella giusta direzione”.

“Si tratta – commenta il prof. Salvatore Cuzzocrea, Prorettore con delega alla Ricerca – di un dato che, nel bene e nel male, ci conforta rispetto al lavoro che questa amministrazione sta svolgendo dal suo insediamento, un anno fa. Prendiamo in considerazione, ad esempio, i numeri sulla sostenibilità dei nostri corsi: nei mesi passati abbiamo varato una riforma dei Corsi di Laurea, mirata proprio ad incrementare questo valore. Per ciò che concerne, poi, l’attrazione dei finanziamenti, il nostro è uno sforzo costante che, evidentemente, ha dei forti riscontri.

Ma, si badi, siamo coscienti anche dei punti di debolezza. Stiamo aumentando in maniera considerevole i fondi per la mobilità internazionale di docenti e studenti (si ricordi, per citare un caso, il recente incremento del numero delle borse Erasmus), estendendo il più possibile gli accordi con le istituzioni straniere. Sui rapporti con le imprese del territorio ci stiamo spendendo tanto, così come sulla qualità della ricerca. Come abbiamo già affermato un anno fa, quando la classifica ANVUR ci dava torto, però, il lavoro di valutazione va urgentemente aggiornato, poiché le pagelle dell’Agenzia finora fotografano solo il quanto fatto dai docenti fino al 2010, lasciando così fuori i più giovani, cioè quelle forze su cui tutte le università puntano per dare maggiore impulso alla ricerca”.

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