
Brolo (Me), 08/02/2015 – Potrebbe costituire una violazione agli arresti domiciliari il documento che l’ex sindaco di Brolo, Salvo Messina, ha inviato nelle scorse settimane alla Procura della Repubblica di Patti e alla Corte dei Conti, con cui Messina chiede vengano svolti ulteriori accertamenti nell'ambito delle indagini. Intanto – però – la Procura della Repubblica di Patti chiede ancora tempo per lo svolgimento delle indagini sui ‘mutui fantasma’ che il 18 agosto 2014
portarono alla custodia cautelare in carcere il responsabile dell’area economico-finanziaria del Comune di Brolo (Me), Carmelo Arasi, con 6 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, nei confronti dell’ex sindaco Salvo Messina, di dipendenti comunali e della figlia del responsabile dell’area economico-finanziaria. Più 3 misure di divieto di dimora nei confronti dell’ex vicesindaco del Comune di Brolo e di 2 dipendenti dell’ente.
Ora la Procura della Repubblica di Patti chiede una ulteriore proroga della custodia cautelare per gli indagati coinvolti nell'inchiesta, con l’intento di evitare che vengano scarcerate le persone tutt’ora agli arresti (uno in carcere, il rag. Arasi, e gli altri ai domiciliari) che per decorrenza dei termini
dovrebbero venire scarcerati il 16 febbraio prossimo.
L’indagine della Procura della Repubblica di Patti concerne i cosiddetti ‘
mutui fantasma’ erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti, la cui destinazione e il cui utilizzo rimangono un mistero, alla base degli arresti, delle dimissioni del sindaco allora in carica, Salvo Messina, e della stessa giunta comunale.
L’arresto del ragioniere generale del Comune di Brolo, Carmelo Arasi, viene considerata la
“detenzione più lunga d’Italia” (in ambito popolare), a commento di una vicenda che continua a
riservare sviluppi ma che a fatica si spiega agli occhi dell’opinione pubblica che vedeva e
continua a vedere del tutto nebulosa la vicenda, fatti salvi gli esiti ‘disastrosi’, che hanno portato allo scandalo, alle dimissioni di massa e al rinnovo precoce dell’amministrazione comunale, oggi capeggiata dal sindaco Irene Ricciardello.
I reati contestati a vario titolo ed in concorso fra loro sono il falso materiale ed ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico, la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed il peculato per aver distratto a proprio favore somme di denaro dalle casse del Comune di Brolo, con riguardo alle annualità 2011, 2012 e 2013.
Le indagini, dirette dal Procuratore Capo, dott.ssa Rosa Raffa, e dal Sostituto, dott.ssa Francesca Bonanzinga, sono state avviate, nei primi mesi del 2013, dai Carabinieri della Sezione di P.G. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti e proseguite, oltre che dal predetto organo, dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Messina e dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Patti, attraverso l’esecuzione di intercettazioni telefoniche, l’assunzione di dichiarazioni da persone informate sui fatti, l’acquisizione di copiosa documentazione inerente alle operazioni sospette.
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