Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CAMPUS, DINO GALATI: “ACCERTATA LA MIA TOTALE ESTRANEITÀ A QUALSIASI CONSORTERIA CRIMINALE, UNA VERA GOGNA MEDIATICA”

Operazione Campus, emessa la sentenza dal Tribunale di Messina. Una brutta vicenda di compravendita di voti in politica e rapporti con la criminalità. Condannati Domenico Montagnese, anni 10 e 6 mesi per fatti di usura a Messina; Massimo Pannaci 5 anni; Salvatore D’Arrigo, A 3 anni ed 8 mesi; Marcello Caratozzolo 2 anni e 8 mesi. Alessandra Taglieri 1 anno; 1 anno e 4 mesi (pena sospesa) a Santo Galati Rando detto Dino, di Tortorici, all’epoca dei fatti consigliere provinciale, posto agli arresti domiciliari
Messina, 05/05/2015 - Operazione Campus per presunta compravendita di voti e rapporti tra politica e criminalità organizzata. Il Tribunale di Messina, presidente Massimiliano Micali, a latere M. Pina Scolaro e Eugenio Fiorentino, ha condannato Domenico Montagnese a 10 e 6 mesi e 13 mila euro di multa, per usura; 5 anni e 8000 euro di multa Massimo Pannaci, Salvatore D’Arrigo a 3 anni ed 8 mesi , Marcello Caratozzolo 2 anni e 8 mesi. Un anno di reclusione, con la sospensione della pena per Santo Galati Rando, di Tortorici, all’epoca dei fatti consigliere provinciale. Galati Rando subì gli arresti domiciliari nell'inchiesta Campus per presunti rapporti tra criminalità e politica in provincia di Messina. In effetti Santo Galati Rando detto Dino, viene condannato per un capo di imputazione marginale. L’avvocato Decimo Lo Presti, difensore di Galati Rando, ha comunque intenzione di appellarsi alla seppur mite condanna.

Di seguito le dichiarazioni di Dino Galati:

"Sono sereno perché è stata finalmente accertata la mia totale estraneità a qualsivoglia consorteria criminale, così come tanto veementemente sostenuto dal l'accusa. Ho subito una vera e propria gogna mediatica, non foss'altro perché la vicenda ha avuto larga eco sui media nazionali, visto l'indebito coinvolgimento dell'Ateneo Messinese, il cui buon nome non poteva che essere fatto salvo da questa sentenza. Rimango in fiduciosa attesa di leggere le motivazioni della sentenza, che, comunque, rispetto per mia formazione ed educazione, essendo stato un uomo delle istituzioni, ma ho motivo di ritenere, conoscendo gli atti di causa che anche l'unica residuale ipotesi, che mi è stata contestata e per la quale sono stato condannato, non sia adeguatamente assistita da prova rigorosa, tenuto conto del fatto che non ho mai avuto alcun tipo di rapporto diretto e/o indiretto con la signora Taglieri, che non conosco fuor che' per il fatto di essere stata coimputata."

"Ritengo che sul punto non possa non avere rilevanza il dato processuale costituito dal fatto che i signori Montagnese e Taglieri avrebbero votato per altro componente della mia lista, come, per l'assurdo risulta dalle intercettazioni telefoniche e/o ambientali. Per,queste ragioni, ritenendomi del tutto estraneo alla vicenda anche sotto i residuali profili che oggi sembrano interessarmi, ho motivo di affermare che l'indagine, prima, e l'istruttoria dibattimentale dopo, hanno dimostrato, tenuto conto degli esiti del Tribunale del Riesame e del dibattimento di primo grado, che io sono stato, come gridato in udienza dal mio legale, l'agnello sacrificale dell'impostazione accusatoria dell'Ufficio di Procura, nella misura in cui ha inteso contestare il reato associativo, nonostante non ve ne fossero i presupposti." - Dino Galati

La sentenza

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