Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

STALKING A MILAZZO, I CC METTONO FINE ALL’INCUBO DI UNA DONNA, ARRESTATO 21ENNE PER L’INCENDIO DI UNA PIZZERIA

11 dicembre 2015 - I Carabinieri della Stazione di Milazzo, agli ordini del Maresciallo Aiutante Tommaso La Rosa, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Barcellona P.G., Dott. Danilo Maffa, su richiesta della Procura della Repubblica, a seguito delle indagini coordinate dal sostituto procuratore dottoressa Federica Paiola e dal Procuratore della Repubblica dott. Emanuele Crescenti, hanno tratto in arresto VENEZIANO SALVATORE, 21enne milazzese 19.04.1994, pescatore, già noto alle forze dell’ordine ritenuto responsabile dei reati di stalking/atti persecutori, danneggiamento seguito da incendio, ingiuria, minaccia, violenza privata.

Il provvedimento scaturisce dalle indagini avviate nel mese di novembre a seguito dell’incendio avvenuto ai danni di una pizzeria sita in Barcellona P.G. e di proprietà dell’ex compagna dell’arrestato nonché vittima degli atti persecutori, 19enne di Barcellona.
Al termine di un’articolata attività investigativa i Carabinieri ricostruivano 8 mesi di atti persecutori, fatti di violenze fisiche con calci, pugni e schiaffi e violenza morali, con umiliazioni pubbliche e ripetute minacce di morte. Nel corso della relazione sentimentale, più volte la donna era stata sul punto di denunciare l’uomo ai Carabinieri. Puntualmente però il Veneziano la minacciava dicendogli che se lo avesse fatto l’avrebbe di sicuro ammazzata. La donna, in uno stato di perdurante terrore, provocato dagli improvvisi e violenti scatti di ira del all’epoca fidanzato, si rassegnava a non denunciare e continuare a subire. La vittima, come poi ha spiegato ai Carabinieri, era davvero terrorizzata dall’uomo, non solo per le ripetute aggressioni nei suoi confronti, ma anche per la sua caratura criminale, che ha scoperto solo con il passare del tempo.

Dagli accertamenti dei Carabinieri emerge, infatti, che il Veneziano era verosimilmente coinvolto nel racket delle estorsioni a Milazzo e dintorni e presumibilmente ha svolto un ruolo importante in diversi incendi di autovetture anche nell’ultimo anno.
In una circostanza in particolare, nel giugno 2015, l’arrestato, anche per impressionare la vittima, all’epoca sua fidanzata, si è recato con lei a bordo di una vettura, a Venetico e in sua presenza ha provocato l’incendio di una autovettura parcheggiata dopo averla cosparsa di benzina. In un altro caso il Veneziano si è apertamente vantato con la donna di aver incendiato un’altra macchina, che è effettivamente è stata bruciata a Milazzo nel maggio scorso.

In tutti i casi in cui il Veneziano procedeva a bruciare delle autovetture, se ne vantava con la sua donna riferendo di incassare dai 100 ai 150 euro per ogni incendio. Riferiva inoltre che quegli incendi erano rivolti a persone “che non volevano pagare” e che in altri casi egli stesso aveva proceduto a “preparare” e poi a “depositare” delle bottigliette contenente liquido infiammabile.
Tutte queste allusioni a una presunta vicinanza a un pericoloso ambiente criminale, insieme a una condotta di estrema violenza verbale e fisica, avevano fatto sprofondare la giovane vittima in uno stato di terrore e assoggettamento.
Nonostante la paura, la donna però, a novembre, si decideva a troncare la “complicata” relazione chiedendo al Veneziano di lasciarla in pace. L’arrestato, che non accettava la ferma posizione della giovane donna, dapprima procedeva con telefonate anonime e messaggi minacciosi e poi all’apice dell’ira, vistosi respinto, proprio la notte dopo aver saputo di essere stato lasciato, provocava l’incendio della Pizzeria di proprietà della famiglia della vittima.

I Carabinieri di Milazzo e la Procura di Barcellona P.G. mettono fine a un incubo per una giovane donna costretta da mesi a subire violenze in silenzio. L’arresto rappresenta un importante risultato operativo anche alla luce della pericolosità del Veneziano e della sua “vicinanza” e “collaborazione” con un certo tipo di criminalità organizzata operante su Milazzo e dedita alla raccolta del “pizzo”, che già nei mesi scorsi ha subito duri colpi a seguito di vari arresti.
Il Veneziano tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare per i reati di atti persecutori e danneggiamento seguito da incendio veniva tradotto presso la casa circondariale di Messina-Gazzi.

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