Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MASTERPLAN PER IL SUD, A ROMA PER IL CONFRONTO COL GOVERNO NAZIONALE SULLE LE PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL E UIL

23 febbraio 2016 - Un documento articolato a livello nazionale e territoriale che rappresenta una proposta e un contributo sul lavoro e lo sviluppo per implementare le linee guida del Governo sul Masterplan per il Sud. A presentarlo, questa mattina nella sede di Confidustria nazionale a Roma, le rappresentanze nazionali, regionali e delle città metropolitane di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nel corso dell'iniziativa con il Governo nazionale rappresentato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. A portare le istanze del territorio messinese e dei suoi lavoratori sono stati i segretari generali di Cgil e Cisl di Messina, Lillo Oceano e Tonino Genovese.

Le linee fondamentali del documento riguardano la richiesta di definizione di una strategia complessiva per il Mezzogiorno, cioè una nuova visione dello sviluppo complessivo all'interno della quale programmare gli interventi prevedendo anche una accelerazione della spesa. Serve una maggiore attenzione, insieme alla programmazione in direzione delle infrastrutture, verso gli interventi di promozione dello sviluppo, a partire da quello diretto a un maggiore sostegno al settore manifatturiero e all'industria agricola di qualità, la riconversione delle aree industriali dismesse. Interventi da realizzare selezionando e concentrando le risorse. Le Organizzazioni sociali hanno chiesto un coordinamento dei tempi, politiche di interventi ordinari a sostegno delle risorse dei fondi europei. Obiettivi, misure, scelte e tempi, per poter poter essere efficaci devono essere condivisi e per tali ragioni viene ritenuto opportuno estendere l'accordo di partenariato.

Oltre al sottosegretario De Vincenti, anche l'assessore alle attività produttive della Regione Campania, Amedeo Lepore, presente nella qualità di rappresentante della Conferenza delle Regioni, e il sindaco di Bari Antonio De Caro, delegato per le politiche del Mezzogiorno per l'Anci, hanno apprezzato il momento di confronto e i contributi di merito contenuti nel documento.

Piena condivisione sulla necessità di definire nuove politiche di sviluppo per il Mezzogiorno, individuando priorità e concentrando gli interventi su alcuni specifici direttrici, evitando così quei fenomeni di "dispersione in mille rivoli" che non hanno giovato al Sud. Il sottosegretario De Vincenti, il rappresentante delle Regioni Lepore e quello dell'Anci Decaro hanno anche sottolineato la necessità di prevedere momenti di confronto con le parti sociali che sono portatrici di interessi di rappresentanza autentica delle realtà produttive e del lavoro del territorio.

"Mentre a livello nazionale Confindustria, Cgil, Cisl e Uil trovano momenti di confronto e di relazione per determinare occasioni di sviluppo e occupazione - affermano Lillo Oceano e Tonino Genovese - nel nostro territorio l'Amministrazione Accorinti, i sindaci del territorio e l'Autorità portuale pensano di poter decidere senza confrontarsi con chi rappresenta imprese e lavoratori, producendo quei risultati deludenti che mantengono Messina e il suo territorio in una condizione di marginalità e la privano dell'opportunità di accedere alle opportunità vere di sviluppo".

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