Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

CROCETTA:”LEGGE SUGLI APPALTI, SULLE GARE IN CORSO GRAVA IL SOSPETTO DI IMPRENDITORI VICINI A MESSINA DENARO”

Palermo 4 mar. 2016 - “Sul blocco della legge sugli appalti del luglio 2015 non mi fermo affatto. Le gare in corso non possono essere affidate con una norma sulla quale grava il sospetto di essere gradita a imprenditori vicini a Matteo Messina Denaro”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. “Sulla lotta alla mafia non si fanno sconti a nessuno. Ciò che piace ai nemici della istituzioni non può piacere alle istituzioni. Dobbiamo bloccare quella legge e nella prima seduta utile va detto con chiarezza che quella norma non si applica più. In Sicilia – continua il governatore – deve essere adottata la legislazione nazionale sulle posizioni del ministro Delrio.

Occorre smetterla con l'idea – aggiunge Crocetta – che le norme sull'aggiudicazione degli appalti vengano fatte dalle associazioni di categoria, perchè negli ultimi dieci anni si è sempre fatto così, le categorie proponevano norme e dopo due anni che le avevano proposte ne chiedevano la modifica. Quando si vara una norma – dice ancora il presidente - si valuta sempre l'interesse pubblico. Il confronto con le associazioni di categoria va certamente fatto, alla luce del sole come abbiamo sempre fatto, ma queste sappiano isolare al proprio interno i soggetti lontani da logiche non istituzionali e qualche volta vicini alla mafia. La legge non è stata proposta dal governo, ma dal parlamento, io non ho partecipato ai lavori, ma con questa iniziativa voglio difendere l'onorabilità dei parlamentari che non c'entrano nulla col sistema mafioso, che sono unicamente responsabili di aver avuto un confronto con le associazioni di categoria. Trovo disdicevole che nel computer di un imprenditore si registrino nomi di deputati da convincere a far passare una legge. Con questa abrogazione, si dà il messaggio di istituzioni completamente autonome, ribadendo che nessuno può tentare di strumentalizzarle per fini privati. La Sicilia è cambiata e – conclude Crocetta - ne prenda atto qualche nostalgico del vecchio sistema”.

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