Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale
Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon, le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato, però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.
Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli
abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del
2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il
2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore.
Ma non solo: anche guardando al solo settore balneare, la crescita dei prezzi in Sicilia è
superiore alla media nazionale del 2,7%.
Il fenomeno si ripete ormai da diversi anni: in Sicilia ci sono moltissimi chilometri di
spiagge libere non attrezzate, che riescono ad assorbire buona parte della domanda di
residenti e turisti e a tenere bassi i prezzi degli stabilimenti, ma è impossibile non notare
che i prezzi di questi servizi stanno correndo senza sosta.
Oggi un abbonamento stagionale ad uno stabilimento in Sicilia costa un terzo di quanto
costa in Sardegna o in Puglia, la metà di quanto costa in Liguria, persino meno di quanto
costa in Calabria. Ma ciò è dovuto anche alla struttura del turismo in Sicilia, fatto per una
buona fetta da siciliani residenti in altre regioni, o all'estero, che tornano nell'isola per le
vacanze estive.
Questo è un turismo poco utile per gli stabilimenti, perché chi torna a casa difficilmente
paga per i servizi balneari: semplicemente va alla stessa spiaggia libera dove è sempre
andato, sin da piccolo, mangia a casa, fa la doccia a casa, si porta la sdraio da casa.
Questi "finti turisti", come anche quelli "veri" provenienti da altre regioni o da fuori Italia,
devono d'altronde affrontare dei costi elevatissimi per arrivare in Sicilia e, una volta
arrivati, l'unica cosa economica che trovano è proprio la spiaggia. I prezzi della
ristorazione e degli alberghi, infatti, in Sicilia sono ormai allineati alla media nazionale da
diversi anni.
"Siamo di nuovo di fronte ad uno scenario ambivalente, che merita un giudizio dolce-
amaro - commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa - proprio come
l'anno scorso. E' chiaro che prezzi bassi in spiaggia è un bene per i consumatori siciliani, e
per quelli che vengono in vacanza in Sicilia, ma è altrettanto chiaro che questi prezzi
dipendono dalla scarsa attrattività degli stabilimenti balneari siciliani. Attrattività che è
scarsa, a sua volta, per la grande concorrenza che proviene dalle spiagge libere (che
vanno per questo protette) e dagli alti costi di tutto il resto di cui ha bisogno un turista. La
nostra impressione - conclude La Rosa - è che il turista che sceglie la Sicilia per le
vacanze debba spendere troppo per raggiungere l'isola, debba spendere un bel po' per
l'albergo e per il cibo e che, vedendo la spiaggia libera, la scelga per risparmiare almeno
su quello anche perché il prezzo dell'abbonamento giornaliero (quello più richiesto dai
turisti) è praticamente in linea con la media nazionale".

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