Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SCUOLA, COMPETENZE DIGITALI UNA RICERCA NELLE REGIONI DEL SUD

Scuola, una ricerca Indire su Competenze digitali di studenti e docenti nelle regioni del Sud. I dati su 9.508 studenti e 7.732 docenti presentati all’Università di Udine. Nelle scuole dove vengono svolte queste attività formative viene riscontrata una maggiore frequenza di comportamenti digitali “consapevoli”
Firenze, 6 maggio 2016 - L’utilizzo delle tecnologie nell’attività quotidiana da parte di studenti e docenti. E’ questo il filo conduttore di una ricerca “Competenze digitali di studenti e docenti delle Regioni PON” (Programma Operativo Nazionale), presentata da Indire (Istituto Nazionale di Documentazione e Ricerca Educativa) all’Università di Udine, durante un convegno sull’innovazione per la didattica.
La ricerca, condotta nel 2015, è stata finanziata nel contesto del programma PON 2007-2013 “Competenze per lo Sviluppo” FSE e ha coinvolto 9.508 studenti e 7.732 docenti di istituti scolastici di ogni ordine e grado delle regioni dell'obiettivo Convergenza, che sono: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

STUDENTI - Dai dati emerge come la formazione delle competenze digitali, soprattutto quelle definite “trasversali” e “soft”, richiede un impegno diretto e costante della scuola, non solo nell’accompagnamento e nel controllo dei ragazzi, ma soprattutto nel loro indirizzamento verso un approccio consapevole, critico e partecipativo ai media digitali. Proprio nelle scuole, dove vengono svolte queste attività formative, viene infatti riscontrata, da parte dei ragazzi, una maggiore frequenza di comportamenti digitali “consapevoli” e creativi.

Ad esempio, tra gli studenti che usano quotidianamente in classe software creativi (linguaggi di programmazione, montaggio video, ecc.) il 44% pubblica propri contenuti creativi anche a casa, mentre la percentuale scende al 22% per chi non ha mai svolto a scuola tale attività. Inoltre, possono rilevarsi diversi “stili digitali” nei ragazzi che non sempre sono coerenti con il rendimento scolastico: uno stile “ludico”, basato soprattutto sul frequente utilizzo di videogame, si associa ai ragazzi scolasticamente più deboli; uno stile definito come “pratico”, basato sull’utilizzo della rete in chiave di accesso a informazioni e utilizzo delle reti sociali come sostegno, si associa ai ragazzi dai voti sufficienti e medi, mentre gli studenti “eccellenti “ (con medie di 8 e superiori) paiono tendenzialmente meno coinvolti dalle attività in rete, se non per specifici ambiti di interesse scolastico.

DOCENTI - L’indagine evidenzia che nei sette anni di programmazione del PON 2007-2013 il bisogno formativo sul tema delle competenze digitali è stato particolarmente sentito dai docenti delle regioni Obiettivo Convergenza: circa il 30% dei 173.000 insegnanti, di ogni ordine e grado che si è formato nel PON, ha scelto questo ambito, all'interno di una offerta molto ampia (Lingue straniere 11%, Valutazione 14%). I Programmi Operativi Nazionali hanno accompagnato e sostenuto questa esigenza supportando le scuole nell’acquisto di strumenti tecnologici e dando l’opportunità al personale scolastico di frequentare corsi di formazione.

Tuttavia, a fronte di un buon investimento anche personale da parte dei docenti, in termini di formazione frequentata e di tecnologie possedute, emerge come l’integrazione di strumenti e risorse digitali nella pratica quotidiana è ancora parziale. Le percentuali più alte (circa il 65%) di uso frequente del digitale in classe è connesso con attività di tipo fruitivo e informativo, mentre sono minori le percentuali riguardanti le attività di creazione di contenuti (circa il 30%). I docenti che utilizzano frequentemente le potenzialità del digitale mostrano un impiego finalizzato soprattutto alla preparazione delle lezioni. Scarse le percentuali (circa il 10%) di chi realizza spesso attività che favoriscono negli studenti l’uso autonomo e consapevole delle risorse digitali. Quest’ultima percentuale sembra essere quella di maggiore criticità, sulla quale intervenire con azioni specifiche.

La ricerca è stata finanziata dal PON 2007-2013 “Competenze per lo Sviluppo” FSE ed è stata realizzata da un team di ricercatori Indire diretto dalla dirigente di ricerca Caterina Orlandi e composto da Annalisa Buffardi, Samuele Calzone, Claudia Chellini e Gabriella Taddeo, dell’Area Azioni di sistema, analisi del sistema scolastico nazionale e internazionale, rapporti col mondo del lavoro.



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