Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

INCENERITORE DEL MELA: “MA A2A CI È O CI FA?”

Comitato dei cittadini contro l'inceneritore del Mela: Se il mega-inceneritore di A2A non fosse una seria minaccia ci sarebbe da ridere. Giorno 11 Ottobre A2A ha depositato le integrazioni al progetto, già consultabili sul sito del Ministero dell’Ambiente . Le integrazioni sono state presentate per rispondere alle richieste delle Commissioni VIA e AIA
14/10/2016 - Dove prenderete il CSS? Dove smaltirete le ceneri ed i residui prodotti dall’incenerimento? Come fate a superare il parere negativo ostativo dei Beni Culturali? Le risposte di A2A rasentano a tratti il ridicolo. Riguardo all’approvvigionamento del CSS, A2A sostiene che l’impianto dovrebbe servire da stimolo alla realizzazione di impianti che producono CSS. Come dire: “prima facciamo il pane e poi seminiamo il grano”. La realtà è che in Sicilia non esistono impianti che producono CSS, quindi A2A cerca di arrampicarsi sugli specchi parlando di impianti TMB futuribili, che potrebbero, in teoria, produrre CSS.

Laddove nel progetto originario si parlava di rifornirsi entro un raggio di 200 km, ora si considerano gli impianti TMB previsti in tutta la Sicilia. Ma neanche così i conti tornano, e allora ecco che A2A fa uscire dal cilindro una delle sue solite “magie”: secondo A2A il CSS potrebbe essere prodotto negli impianti TMB con una resa addirittura del 90% rispetto al RUR (Rifiuto Urbano Residuo) in ingresso, quando invece il Piano dei rifiuti stima tale percentuale al 13-14%. La percentuale di cui parla A2A è senza dubbio irrealistica, oltrechè illegale (non bisogna infatti dimenticare che la Gerarchia dei rifiuti vieta l'incenerimento di materia riciclabile e selezionabile dal RUR), e non trova precedenti in nessuna previsione nazionale nè regionale sugli impianti TMB. Neanche nell’ultimo decreto pro-inceneritori, già di per sè farlocco, del governo.

La cosa più probabile è che si tratti solo di un escamotage per non ammettere che l’inceneritore brucerebbe CSS da mezza italia e non contribuirebbe minimamente alla gestione dei rifiuti della Regione. Riguardo allo smaltimento delle ceneri, ricche di diossina e veleni vari, A2A continua a non specificare in quali discariche (cioè in quali località) le vorrebbe smaltire. I cittadini che vivono vicino a queste misteriose discariche hanno o no il diritto di saperlo e di intervenire, eventualmente, nella Valutazione di Impatto Ambientale in corso?

Ma dove A2A supera se stessa è nella Relazione Paesaggistica, che dovrebbe cercare di ribaltare il parere negativo della Soprintendenza e del MiBACT.
Ad esempio, laddove la Soprintendenza contesta il divieto di espandere le aree occupate da impianti di produzione d’energia, A2A risponde che l’impianto in progetto si situerebbe sempre dentro il perimetro della Centrale, non fuori. Ma dai! Ci mancava pure che A2A pensasse di realizzare un impianto al di fuori del perimetro di sua proprietà! Viene da chiedersi: ma A2A ci è o ci fa?

Comitato dei cittadini contro l'inceneritore del Mela

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