Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

SERVIZIO IDRICO SICILIA: “I SICILIANI PAGANO DI PIU' PER UN SERVIZIO SCARSO E NON SI POSSONO DIFENDERE”

Palermo, 24 novembre 2017 - Federconsumatori Sicilia ribadisce la propria preoccupazione sulla grave situazione in cui versa il Sistema Idrico Integrato siciliano. Ai già non buoni dati rilevati dalla XV Indagine Nazionale sulle Tariffe 2016 del Servizio Idrico Integrato, infatti, si aggiungono ora quelli diffusi da ISSCON riguardanti i costi aggiuntivi (cioè nascosti) derivanti dai disservizi.
Dove l'acqua non arriva con sufficiente pressione a causa delle numerose perdite di rete, ad esempio, alle normali bollette di acqua e fognature si devono aggiungere i costi di impianto per acquistare e installare serbatoi, pompe, pressostati e quelli di gestione derivanti dalla spesa per l'energia elettrica necessaria a far funzionare tali impianti.

L'indagine di ISSCON su questi costi prende proprio la Sicilia come esempio di quanto possano crescere le “bollette reali” se aggiungiamo queste spese. L'Istituto stima in circa 1.100 euro i costi di impianto (che, ammortizzati in 25 anni, diventano 44 euro annui) e in 92 euro annui (per 150 metri cubi, famiglia standard di tre persone) i costi per i maggiori consumi elettrici.

Aggiungendo queste cifre alle spese sostenute dai cittadini siciliani per pagare il Servizio Idrico Integrato l'esborso totale cresce notevolmente:

CITTA' BOLLETTA ACQUA COSTO IMPIANTO RINCARO BOLLETTA LUCE TOTALE DIFFERENZA

AGRIGENTO 330 44 92 466 +41%
CALTANISSETTA 392 44 92 528 +34%
CATANIA 147 44 92 283 +92%
ENNA 450 44 92 586 +30%
MESSINA 220 44 92 356 +61%
PALERMO 225 44 92 361 +60%
RAGUSA 306 44 92 442 +44%
SIRACUSA 201 44 92 337 +67%
TRAPANI 253 44 92 389 +53%

Come si può facilmente vedere, i rincari ammontano al 67% a Siracusa e, addirittura, al 92% a Catania.

“A questi rincari – spiega il Presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa – si devono aggiungere i disservizi: secondo gli ultimi dati nazionali disponibili dell'Istat, nel 2014, tre famiglie siciliane su 10 hanno lamentato disservizi nella distribuzione dell'acqua; sui 256 giorni nazionali di riduzione o sospensione del servizio su un territorio comunale, ben 245 si sono verificati in Sicilia; sui 1.033 giorni di riduzione o sospensione su parte del territorio comunale, sono 318 quelli siciliani (quasi il 40% del totale)”.

I costi aggiuntivi rilevati dall'ISSCON, infatti, derivano in gran parte dalle perdite alle condutture delle reti siciliane, che sono oltre la media nazionale (38,2%) in sette comuni capoluogo su nove. A Palermo (54,6%), Messina (54,1%), Agrigento (53,5%) e Catania (51,6%) ci sono ben oltre il 50% di perdite in più rispetto alla media nazionale.

Trapani e Siracusa sono poco sotto la soglia del 50% di acqua persa nei tubi (46,7% e 47.4%) mentre solo Enna e Caltanissetta si spingono di pochissimo al di sotto della media nazionale.

“A tutto questo – conclude La Rosa – purtroppo si aggiunge una normativa a tutela dei diritti dei consumatori inefficace e complessivamente inapplicata in materia di obblighi di rispetto dei livelli minimi e degli obiettivi di qualità contrattuale e in merito all’attuazione delle procedure di conciliazione per risolvere le controversie”.

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