Assegno unico 2026: per il 2026 non sarà necessario presentare una nuova domanda per le pratiche "accolte"

Assegno unico 2026: presentazione domanda e aggiornamento importi. L'INPS, con la circolare n.7 del 30 gennaio 2026, conferma la validità in continuità delle domande di Assegno Unico Universale (AUU) in stato “accolta” presentate negli anni precedenti al 2026 e, relativamente al medesimo anno, comunica i valori degli importi e delle maggiorazioni dell’AUU, nonché le relative soglie ISEE.   Roma, 02.02.2026 - vocata o respinta. Gli importi e le soglie ISEE sono stati rivalutati dell'1,4% in base all'inflazione ISTAT. I nuovi valori sono operativi da gennaio 2026, con pagamento degli adeguamenti a partire da marzo.   L’Istituto ricorda che dal 1° gennaio 2026 si applica il nuovo ISEE per prestazioni familiari e per l'inclusione, che sarà utilizzato per calcolare l'AUU da marzo 2026, mentre per i mesi di gennaio e febbraio si utilizza l'ISEE valido al 31 dicembre 2025.   Si precisa che senza ISEE valido dal mese di marzo 2026, l'assegno sarà erogato negli...

MAFIA DEI PASCOLI: I FONDI EUROPEI CONSEGNATI NELLE MANI DELLA MAFIA

Da anni tutti i capi mafia siciliani e non solo, incassavano milioni di euro dall'Unione Europea, Fondi Europei per l’agricoltura senza colpo ferire. Mentre gli agricoltori venivano intimiditi, affinché non partecipassero ai bandi pubblici. L'Unione Europea ha finanziato così le pratiche della mafia, mentre magistrati e uomini dello Stato cadevano sotto i colpi di Cosa Nostra, mentre si piangevano i morti delle stragi. Mentre accadeva tutto questo, loro incassavano i Fondi pubblici dall'Unione Europera con rendimenti che superavano anche il 2000%

Caltanissetta, 30 maggio 2019 – Sono centinai di migliaia di euro i
fondi europei per l’agricoltura finiti nelle casse delle famiglie
mafiose e anche oggi, grazie alla Distrettuale Antimafia di
Caltanissetta e alla Guardia di Finanza, un altro duro colpo viene
inferto alla mafia proprio su questo fronte.

L’attività della Guardia di Finanza e dei Sostituti della DDA di
Caltanissetta, Pasquale Pacifico, Nadia Caruso e Gabriele Paci
coordinati dal Procuratore Amedeo Bertone, ha portato all’arresto di
11 persone accusate a vario titolo di aver gestito terreni nel Parco
delle Madonie e dei Nebrodi ricevendo finanziamenti comunitari per la
gestione di imprese agricole riconducibili a esponenti di Cosa Nostra.

“Ancora conferme sul business milionario rinveniente dai Fondi Europei
in mano alle famiglie mafiose. Questa operazione della Procura
Distrettuale Antimafia di Caltanissetta e della Guardia di Finanza ha
dimostrato ancora una volta l’importanza del tema” – lo afferma
Giuseppe Antoci ex Presidente del Parco dei Nebrodi e Presidente
Onorario della Fondazione Nazionale Caponnetto, scampato ad un
attentato mafioso nel maggio 2016 proprio a causa del suo impegno sul
fronte dei Fondi Europei in mano alle mafie, commentando l’operazione
odierna.

“Da anni tutti i capi mafia siciliani e non solo, incassavano milioni
di euro di Fondi Europei per l’agricoltura senza colpo ferire –
continua Antoci - e mentre gli agricoltori venivano intimiditi,
affinché non partecipassero ai bandi pubblici per l’affitto dei
terreni, mentre magistrati e uomini dello Stato cadevano sotto i colpi
di cosa nostra, mentre si piangevano i morti delle stragi, mentre
accadeva tutto questo, loro incassavano fondi pubblici con rendimenti
che superavano anche il 2000%, neanche il mercato delle droga” –
dichiara Antoci.

“Eravamo convinti che la problematica fosse nazionale tanto che
abbiamo fatto di tutto per far diventare legge il Protocollo di
Legalità sottoscritto nel 2015 in Sicilia, cosa avvenuta a settembre
2017 ed oggi, dunque, Legge dello Stato” – continua Antoci.

“Con l’applicazione del Protocollo di Legalità inserito nel Nuovo
Codice Antimafia, questo giochino viene definitivamente smantellato e
le risorse comunitarie dedicate solo ad agricoltori ed allevatori per
bene e non più ai mafiosi” – continua Antoci.

“Il mio grazie alla Guardia di Finanza e alla Procura di
Caltanissetta, grazie a loro oggi, ancora una volta, si è dato valore
al sacrificio di tutti e si è affermata la forza dello Stato –
conclude Antoci.”

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