Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Giovanni Falcone, dopo 60 anni viene pubblicata dalla Treccani la sua tesi di laurea

A sessant’anni dalla laurea di Giovanni Falcone, viene pubblicata dalla Treccani la tesi “L’istruzione probatoria nel diritto amministrativo”, a cura di Gaetano Armao, docente di diritto amministrativo presso l’Università di Palermo e Vicepresidente della Regione siciliana, con l’introduzione del Ministro della Giustizia Marta Cartabia, Presidente emerito della Corte costituzionale.

Palermo, 21 Maggio 2021 – Il volume, realizzato in collaborazione con l’Archivio storico dell’Università degli Studi di Palermo e con un contributo della Federazione Siciliana della Banca di Credito Cooperativo, è corredato da commenti di studiosi che contribuiscono a tratteggiare la figura di Giovanni Falcone quale giurista e che ne ricordano aneddoti del periodo studentesco.

L’opera ha lo scopo non solo di celebrare l’illustre magistrato ucciso dalla mafia, ma, principalmente, di evidenziarne lo spessore della cultura giuridica, della poliedricità della sua formazione e dell’impegno professionale, in sintesi della cifra del giurista, passata, spesso, in secondo piano rispetto al rilievo assunto dal giudice palermitano sul piano civile ed etico. Nella tesi, a tutti gli effetti il primo degli scritti giuridici di Falcone, si rivela lo spirito profondamente analitico ed intuitivo del giudice palermitano, quello che, successivamente, si sarebbe perfezionato nel cosiddetto «metodo Falcone», anticipando, «con una lucidità estrema e con capacità quasi predittiva» – secondo il Ministro Marta Cartabia –, successivi interventi legislativi. «È l’impostazione metodologica impressa dal giovane Giovanni Falcone alla sua analisi a portarlo – continua Cartabia nell’introduzione – a elaborare preziose riflessioni di carattere generale sulle caratteristiche fondamentali del processo».

«Ho ritrovato in questo lavoro l’approccio critico tipico di Giovanni – scrive la professoressa Maria Falcone, presidente dell’omonima Fondazione, che ha curato il ricordo degli anni universitari del fratello –. È utile scorrere questo centinaio di pagine per scoprire e trovarvi molti aspetti del suo modo di essere e di pensare, aspetti che hanno caratterizzato poi anche la sua vita da magistrato».

Ad accompagnare lo scritto del grande magistrato anche i contributi del Rettore dell’Università palermitana, Fabrizio Micari, del Presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca e di Guido Corso, professore emerito di diritto amministrativo nell’Università Roma Tre e collega universitario di Falcone. Seguono, poi, un’analisi degli scritti di Falcone ricostruita da Giovanni Fiandaca ed un profilo biografico tratteggiato da Salvatore Lupo, professori rispettivamente di diritto penale e di storia contemporanea presso l’Università di Palermo. Infine, la bibliografia ragionata sull’istruzione probatoria nel giudizio amministrativo è affidata a Sebastiano Corso, già ricercatore presso la Fondazione Falcone.

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