Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

Acqua Bene Comune: quasi 10 anni dai Referendum Popolari, basta privatizzazioni

Basta privatizzazioni e profitti sull'Acqua. Gestioni pubbliche, trasparenti e partecipative! I fondi della programmazione EU 2021-27 e del PNRR devono essere gestiti da Enti di diritto pubblico, stop privatizzazioni e profitti sull'Acqua. 

10/06/2021 - Denaro pubblico, gestioni pubbliche e partecipative per ridurre le tariffe, sanare il disastro ambientale e legalitario prodotto dalle privatizzazioni, salvaguardare l'ambiente e i livelli occupazionali. Si invitano il Governo ed il Parlamento della Regione Siciliana, le forze politiche ad ogni livello, gli Enti locali, le Citta metropolitane ad esprimersi pubblicamente e con atti politici concreti entro il 13 giugno. Sono passati quasi 10 anni dai Referendum Popolari del 12 e 13 giugno 2011 che hanno sancito che la gestione dei servizi pubblici locali, a partire dall'Acqua Bene Comune, deve essere pubblica. 

La maggioranza assoluta degli italiani 27.000.000 e dei siciliani 2.123.492 col 97,9% di SI hanno cancellato la possibilità di fare profitti sulla gestione dei servizi pubblici. In termini di voti espressi, i Referendum superano quelli raccolti dalle forze politiche di maggioranza e opposizione delle ultime legislature regionali; ma quanto conta per la politica la volontà Popolare? Vorremmo una risposta inequivocabile. 

A 10 anni da quella straordinaria vittoria e malgrado l'approvazione della legge regionale 19/2015, che dichiara l'acqua un diritto umano inalienabile non assoggettabile a ragioni di mercato, la cui gestione è realizzata senza finalità lucrative, la Regione non ha ancora assunto la responsabilità di attuare il dettato della legge. La multinazionale francese Veolia è ancora proprietaria del 75% di Siciliacque gestore del sovrambito regionale, nelle provincie di Caltanissetta ed Enna gestiscono i privati. Quando saranno valutati il mancato rispetto dei contratti di gestione, l'aderenza al Protocollo di legalità, il danno ambientale, sociale ed economico prodotto da queste privatizzazioni? Il Forum lo chiede da anni senza risposta. Il timore è che il disastro a cui non si è posto rimedio neanche con i poteri sostitutivi dei Commissariamenti regionali di questi anni, torni utile oggi per consegnare definitivamente la gestione dell'Acqua a multinazionali e gestioni private opache, se non criminogene, i cui interessi si fanno più forti e pressanti in vista della possibilità di gestire i finanziamenti della programmazione EU 2021-27 e del PNRR in Sicilia. 

Al Governo ed al Parlamento Regionale chiediamo di avviare il recesso dalla convenzione con Siciliacque spa, facendo una oculata valutazione economica e politica sulla base degli esorbitanti costi riscontrabili nei bilanci della Regione dal 2004 ad oggi, del rispetto del contratto di gestione, della sentenza del TAR sulla tariffazione illegittima che di fatto raddoppia il costo dell'acqua per i siciliani, soprattutto del rispetto della legge 19/2015 e della volontà Popolare. Ai Consigli comunali ed ai Sindaci riuniti nelle Assemblee Territoriali Idriche (ATI) che entro il 2021 dovranno individuare la forma di gestione del Servizio Idrico Integrato ed affidare la gestione ad un unico soggetto per ogni provincia, di deliberare per la costituzione di una Azienda Speciale Consortile, cioè un ente di diritto pubblico di proprietà di tutti i Comuni che metta in sicurezza il Bene Comune primario da ogni possibile speculazione. Alle ATI di CL ed EN di risolvere i contratti. Alle forze politiche di esprimersi: gestione pubblica e partecipativa o mercificazione e profitto

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