Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Antonio Meucci: se brevetti e identità vengono oltraggiati dalla burocrazia e dalla storia

Moriva 132 anni fa Antonio Meucci, l’inventore del telefono, nato a Firenze il 13 aprile 1808 e morto all’età di 81 anni a Staten Island (New York), nell'ottobre del 1889. Ad Antonio Meucci è legata l’invenzione del telefono, contrassegnata da una lunga disputa legata al brevetto provvisorio che Meucci si era potuto ‘permettere’, per motivi economici. Ristrettezze economiche per cui non riuscì a rinnovare il cosiddetto ‘caveat’. Ciò permise allo scozzese Alexander Graham Bell di ottenere il brevetto del telegrafo elettrico (1876), il primo telefono della storia.

18/10/2021 - La contesa venne risolta nel 2002: il Congresso degli Stati Uniti restituì ad Antonio Meucci la paternità dell’invenzione del telefono, riconoscendone la priorità, e Graham Bell venne ‘spodestato’ dall'usurpata qualifica. Antonio Meucci era giunto in America assieme alla moglie Ester Mochi, costumista teatrale e sarta, in qualità di macchinista teatrale e disegnatore scenico. Scritturato insieme alla moglie Maria arrivò prima a Cuba, poi definitivamente in America, a Staten Island.
Ma la vicenda umana dei coniugi Meucci si intreccia con quella di Carlo Meucci, figlio di Antonio Meucci, inventore del telefono, vissuto lungamente a Tindari, in provincia di Messina, vicenda ricostruita e raccontata da Mimmo Mòllica nel volume “Meucci il figlio del… telefono mendicante a Tindari”, che propone la questione dell’identità dei migranti e dei naufraghi, cui spetta spesso l’arduo compito di ricostruire la propria identità personale e burocratica. 

Quella di Carlo Meucci è la storia di una contesa, di una lotta per il diritto all’identità, diritto fondamentale dell'individuo, riconosciuto come inviolabile, che nel caso di Carlo è stato di fatto oltraggiato e violato, consegnando alla società una persona “diversa”. Considerato illecito per la giurisprudenza soltanto a partire dalla metà degli anni ‘70. 

E' la triste vicenda di Carlo Meucci, figlio di Antonio Meucci ed Ester Mochi, vissuto lungamente a Tindari, in provincia di Messina, nato a New York, il 3 o il 4 novembre 1872.  Già l’insicurezza sul suo reale giorno di nascita dà l’idea delle difficoltà incontrate per potere affermare con certezza che Carlo Meucci è figlio del grande inventore. Per quanto la sua data di nascita ‘oscilli’ tra il 3 e il 4 novembre 1872, su tutti i documenti rilasciati a Mòllica dai Comuni siciliani dove Carlo Meucci abitò e fu registrato anagraficamente, risulta essere figlio di Antonino Meucci ed Ester Mochi, vale a dire dell’inventore del telefono e della costumista del teatro La Pergola di Firenze che Antonio Meucci sposò il 7 agosto 1834. 

Carlo Meucci fu migrante, naufrago (come il padre emigrato a New York) e ‘figlio scomodo’, in un momento della storia dell’umanità, come oggi, fortemente segnato dalle migrazioni, in cui “quella dell’identità non è una questione di secondaria importanza”, al di là del diritto all’identità stessa. Ma ci sono di mezzo tante peripezie, le difficoltà dei tempi, l’emigrazione, il naufragio, mentre Carlo Meucci tornava in Italia dall’America, dove era andato a cercare il padre, scoprendo che era già morto, così come la madre. Carlo Meucci stabilì la sua residenza in Sicilia, tra Mazara del Vallo, Marsala, Barcellona Pozzo di Gotto, Sant’Agata Militello e Tindari. E sarà in questi Comuni che l’identità del ‘migrante naufrago’ Carlo Meucci verrà trascritta e certificata.

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