Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Incendi in Sicilia: non c’è una sola causa dietro il drammatico fenomeno degli incendi dolosi

La Commissione Antimafia dell'ARS ha approvato la relazione conclusiva dell'indagine sugli incendi dolosi, la cui presentazione è stata affidata all'On.le Giuseppe Compagnone. "Come più volte ribadito nel corso dell’inchiesta non c’è una sola causa dietro il drammatico fenomeno degli incendi dolosi in Sicilia" ha detto il relatore, che ha anche sottolineato come occorra "distinguere caso per caso, anche in funzione della tipologia di area aggredita.

01/06/2022 - "Per la Commissione, "di certo le istituzioni non possono arrendersi all’evidenza dei cambiamenti climatici, anzi, proprio in considerazione di questi le azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno degli incendi dolosi devono fare un salto in avanti." Per Compagnone, "ci sono fenomeni più preoccupanti di altri, fra questi in particolare il fenomeno della “mafia dei pascoli” o comunque degli atteggiamenti criminali legati al controllo del territorio ed ai vantaggi, anche di carattere economico, che esso determina attraverso la possibilità di inserire nei fascicoli aziendali, i lotti di terreno assegnati ad uso pascolivo dalla Regione, al fine di richiedere i contributi europei. Abbiamo anche approfondito il tema dell’utilizzo dei mezzi aerei per lo spegnimento degli incendi e quello del business del fotovoltaico, ma gli elementi acquisiti, ed in particolare i meccanismi di protezione di cui ci si è dotati, per legge o per contratto, inducono ad escludere interessi criminali in questo settore." 

 Per i Commissari, "non basta certamente limitarsi ad anticipare la stagione antincendio, occorre anche garantire maggiore efficienza all’attività di prevenzione e contrasto agli incendi tramite alcuni interventi che appaiono non più rinviabili. Una nuova politica del personale del Corpo forestale in divisa, che garantisca il pieno soddisfacimento del fabbisogno, sia in termini numerici sia in termini di età media dei lavoratori. Gli sforzi in tal senso fatti nel corso dell’ultimo anno dal Governo regionale per incrementare il numero di agenti in divisa, seppur apprezzabili, sono ancora ben lontani dal poter garantire un effettivo miglioramento della capacità di risposta al fenomeno degli incendi che, purtroppo, si è già presentato nelle prime settimane di maggio.

" Ancora Compagnone torna sulla necessità di un maggiore coordinamento fra tutti i soggetti coinvolti: "al di là delle note carenze di uomini e di mezzi, migliorare da subito il coordinamento, soprattutto a livello locale fra istituzioni, forze dell’ordine, volontariato al fine di rendere quanto più continuo e capillare il controllo del territorio che, di certo, è l’unico vero deterrente capace di prevenire l’odioso fenomeno degli incendi dolosi”.
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Foto archivio Arma dei Carabinieri

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