Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Cateno De Luca: non accetto consigli da Mulè, si ricorda della Sicilia per venire in soccorso dei colleghi

REGIONALI. DE LUCA: NON ACCETTO SUGGERIMENTI DA MULE'. SO COSA DEVO FARE. Il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè riporta alcune mie dichiarazioni indicandomi la via più corretta da seguire. Vorrei tranquillizzare il sottosegretario che so benissimo cosa devo fare senza aver bisogno di suggerimenti esterni. 

31/08/2022 - «Leggo le dichiarazioni del sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè ad Italpress e noto con piacere che sono riuscito a farlo risvegliare dal torpore romano e fargli ricordare le sue origini siciliane. Mulè riporta alcune mie dichiarazioni indicandomi la via più corretta da seguire. Vorrei tranquillizzare il sottosegretario che so benissimo cosa devo fare senza aver bisogno di suggerimenti esterni.  Certamente non intendo accettarne da chi oggi rappresenta un candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, Renato Schifani, rinviato a giudizio nel processo che sintetizza la fase più pericolosa dei rapporti deviati tra mafia e politica.

D'altronde stiamo parlando di uno 'pseudosiciiliano' che vive da oltre 30 anni nei salotti buoni romani e milanesi, blindato in Sicilia grazie al fatto che ha lavorato nelle aziende editoriali di Berlusconi e che si ricorda della sua terra solo in campagna elettorale e per di più per venire in soccorso dei suoi ex colleghi della stampa. Dalla comoda posizione di nominato non ha percezione delle dinamiche dell’isola e interviene su sollecitazione senza neanche sapere di cosa stiamo parlando.

Quanto da me affermato alcuni giorni fa e oggi strumentalizzato rientra nella mia quotidiana azione di denuncia pubblica di quella certa politica che fino ad ora ha barattato i seggi in parlamento con gli interessi personalistici asservendo le cariche politiche agli interessi di bottega. Questa logica è stata sempre da me denunciata pubblicamente e anche con appositi atti alle competenti autorità giudiziarie perché la Sicilia deve liberarsi da certi personaggi che sono siciliani solo alla nascita e che della loro terra non si sono mai interessati, preferendo anzi spesso sacrificare i diritti dei siciliani sull’altare dei vantaggi concessi alle lobby del potere.

Oggi, dunque dovrebbe essere Forza Italia a porsi certi problemi che potrebbero riguardare personaggi discutibili partendo proprio da Renato Schifani. Forse dovrebbe indirizzare la sua preoccupazione sul fatto che i siciliani sanno benissimo distinguere chi mistifica pensando di prenderli per i fondelli e chi vuole veramente cambiare la Sicilia. Provi a venire in Sicilia più spesso e scoprirà quali sono i reali problemi della gente».
Lo dichiara il leader di “Sud chiama Nord” Cateno De Luca, candidato alla presidenza della Regione Siciliana.

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