Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

Milazzo. Misura cautelare a 12 persone per “traffico di sostanze stupefacenti”

12 MISURE CAUTELARI ESEGUITE DAI CARABINIERI DELLA COMPAGNIA DI MILAZZO (ME). INDAGINE ANTIDROGA COORDINATA DALLA DDA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MESSINA. Emersa l’operatività di un sodalizio criminale, dedito allo smercio, tra Messina e Torregrotta, di cocaina, crack, hashish e marijuana in favore di acquirenti della zona del milazzese e di altre località della provincia.

Milazzo (Me), 5 aprile 2024 - All’alba di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Messina, su conforme richiesta della Procura, nei confronti di 12 persone, di cui 11 destinatarie della custodia in carcere ed 1 degli arresti domiciliari, in ordine ai reati, a vario titolo, di “associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti” e “detenzione e spaccio di stupefacenti”.

L’operazione, a cui hanno partecipato complessivamente 50 militari dell’Arma, è il risultato degli esiti
di un’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Milazzo e coordinata dalla D.D.A. della
Procura della Repubblica di Messina, da cui sarebbe emersa l’operatività di un sodalizio criminale,
dedito allo smercio, a Torregrotta, di cocaina, crack, hashish e marijuana in favore di acquirenti della
zona o provenienti da Milazzo e altri comuni del mamertino, nonché da Messina e Barcellona Pozzo
di Gotto.

Dall’attività investigativa, avviata dai Carabinieri anche grazie alle segnalazioni ricevute da alcuni
cittadini, è emerso che gli indagati avrebbero posto in essere un’intensa attività di spaccio, in modo
sistematico attraverso la suddivisione in ruoli. Infatti, è stata documentata la condotta di due
soggetti capi promotori e organizzatori del gruppo criminale, operanti a Messina, che, tramite una fitta
rete di corrieri e staffette, avrebbero rifornito della droga i sodali presenti a Torregrotta, per lo spaccio al
dettaglio. In particolare, è stata individuata la base operativa del sodalizio, consistente nell’appartamento di un indagato, il quale, nonostante si trovasse agli arresti domiciliari, avrebbe gestito a Torregrotta lo smercio al minuto della droga in modo incessante e quotidiano, avvalendosi anche dell’abitazione della madre, anche ella destinataria della misura cautelare, per l’occultamento delle sostanze e la custodia del denaro provento dell’attività illecita, che poi sarebbe stato suddiviso tra i sodali. 

Nella maggior parte dei casi, le dosi sarebbero state consegnate all’interno del suo domicilio, in altri, invece, lanciate direttamente dalle finestre dell’appartamento e ricevute “al volo” dagli acquirenti, con movimenti rapidi per evitare i controlli delle Forze dell’Ordine. Nel corso dell’attività, sono stati individuati anche i diversi metodi con cui l’organizzazione avrebbe cercato di eludere i controlli dei
Carabinieri, tra cui l’espediente, utilizzato dai corrieri, consistente nell’occultare la droga sotto
l’imbottitura dei caschi.

Nel corso dell’attività investigativa, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato quattro indagati
per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente, poi destinatari della misura cautelare.
L’indagine ha consentito, inoltre, di identificare numerosi assuntori di droghe, segnalati alla
Prefettura per possesso di stupefacenti per uso personale, nonché di sequestrare complessivamente,
nei vari servizi svolti, oltre 600 grammi di stupefacenti, tra cocaina, crack, hashish e marijuana.

Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito e nel rispetto
dei diritti degli indagati, che, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, sono da
presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la
precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al
giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di
responsabilità in capo agli stessi indagati.

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