Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Caro-voli: lunedì un sit-in in aeroporto a Palermo contro il rialzo dei prezzi per chi torna a Natale.

Caro-voli: lunedì un sit-in all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo contro il rialzo dei prezzi per chi torna a Natale. Il caro-voli continua a colpire duramente la Sicilia e a pagare il prezzo più alto sono soprattutto i giovani studenti e lavoratori che vivono fuori dall’isola e che, in occasione delle festività natalizie, desiderano rientrare a casa.

19/12/2025 - Quest’anno, a ridosso del Natale, i prezzi dei biglietti aerei da e per la Sicilia hanno

registrato rincari fino al 900% rispetto alle tariffe base, con costi che superano spesso i

500 euro per una sola tratta. Una situazione che costringe molti giovani emigrati siciliani a

fare sacrifici per mesi pur di tornare a casa, o addirittura a rinunciare al rientro per

mancanza di risorse economiche.

Per denunciare questa situazione e ribadire che tornare a casa non può essere un

privilegio, l’associazione Nun si parti, insieme a Federconsumatori Sicilia, organizza un sit-

in di protesta all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo. L’appuntamento è per lunedì

22 dicembre alle ore 10, davanti all’area Arrivi. L’iniziativa è aperta ad associazioni,

sindacati e cittadini.

L’obiettivo è accogliere simbolicamente i siciliani emigrati in rientro sull’isola e richiamare

l’attenzione delle istituzioni, che non riescono ancora a incidere in maniera decisa sul

tema.


“Il caro-voli pesa soprattutto su migliaia di giovani che sono stati costretti a lasciare l’isola

per motivi di studio o lavoro – dichiara Anthony Graziano di Nun si parti –. Molti di loro non

hanno una stabilità economica tale da permettersi di acquistare biglietti da 400 o 500 euro

e spesso rinunciano. Tornare a casa per Natale non può dipendere dal reddito o diventare

una scelta impossibile: è un diritto che va garantito”.

Nel frattempo, le compagnie aeree continuano a beneficiare di uno squilibrio strutturale tra

domanda e offerta nei periodi di punta.

Le recenti anticipazioni sull’indagine dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

(AGCM), illustrate dal segretario generale Guido Stazi nel corso di un’audizione alla

Camera dei deputati, confermano quanto Federconsumatori Sicilia sostiene da anni: il

problema del caro-voli nelle isole maggiori non può essere risolto dal mercato, ma richiede

un intervento politico strutturale.

“L’Antitrust ha chiarito che non servono manipolazioni dei prezzi: a farli esplodere è lo

squilibrio cronico tra domanda e offerta nei periodi critici – spiega Alfio La Rosa,

presidente di Federconsumatori Sicilia –. Da anni chiediamo che la politica si assuma la

responsabilità di convocare allo stesso tavolo compagnie aeree, aeroporti, consumatori,

sindacati ed enti locali, per definire un calendario di voli a prezzi concordati nei periodi

come le festività natalizie. Contrastare gli svantaggi dell’insularità è un dovere

costituzionale: adesso servono risposte concrete.”

Con il sit-in del 22 dicembre, i cittadini tornano a chiedere con forza il rispetto del diritto

alla mobilità e alla continuità territoriale per chi è stato costretto a emigrare per motivi di

studio, lavoro o salute.

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