Caso Iacolino, ennesimo macigno sul governo Schifani

Caso Iacolino.  Antonio De Luca (M5S Ars). “Inchiesta su Iacolino, è ennesimo macigno sul governo. Schifani si dimetta, la nomina del manager venga sospesa”. Palermo, 10/03/2026. “L'ennesimo, pesantissimo macigno sul governo Schifani". È lapidario il commento del capogruppo del M5S Antonio De Luca sull'inchiesta che vede indagato, con accuse pesantissime, Salvatore Iacolino, ovvero “uno degli ingranaggi più importanti del motore della sanità siciliana ed ex eurodeputato di Forza Italia” e che ha portato in carcere un dirigente regionale. “Seppur consapevoli che indagato non è sinonimo di condannato - continua De Luca - non possiamo non sottolineare il fatto che questa legislatura passerà alla storia per il grandissimo numero di assessori, deputati, dirigenti, funzionari e uomini espressione o comunque vicinissimi al governo Schifani finiti sotto la lente dei magistrati e quasi sempre col silenzio assordante del presidente della Regione che sulla disastrosa situazione della...

Concorso in Polizia: escluso per “pregresso uso di cannabis”, fa ricorso e viene riammesso

 

Concorso Polizia, escluso per “pregresso uso di cannabinoidi”: fa ricorso e viene riammesso. 
Aveva ammesso nel questionario anamnestico un singolo episodio adolescenziale di consumo di cannabis, mai confermato da alcun dato clinico, ma è bastato questo per dichiarare un candidato palermitano inidoneo agli accertamenti psicofisici del concorso per 4.617 Allievi Agenti della Polizia di Stato. Ritenendo ingiusta la sua esclusione, si è rivolto allo studio legale Leone – Fell & C. per proporre ricorso. Il Tar Lazio ha accolto la domanda cautelare, sospendendo il provvedimento. 


15/12/2025 - L’esclusione si basava unicamente su una dichiarazione resa spontaneamente in un questionario, durante gli accertamenti psicofisici previsti dal concorso. Ma gli esami tossicologici, i colloqui sanitari e le valutazioni psicopatologiche non avevano evidenziato alcun elemento di rischio né alcuna condizione incompatibile con il servizio di polizia.

I giudici del Tar hanno così riconosciuto la fondatezza delle censure difensive, rilevando un’assenza totale di riscontri oggettivi sull’uso di sostanze, un’evidente sproporzione tra un fatto remoto e isolato e la sanzione massima dell’esclusione, e il difetto di istruttoria da parte della Commissione, che non ha considerato né gli esiti clinici negativi né il quadro psicopatologico favorevole.

Nell’ordinanza, il Tar ha ricordato che l’esclusione non può essere disposta “solo sulla presunta dichiarazione resa […] senza che l’accadimento trovi riscontro in alcun altro atto con efficacia certificativa”. Accogliendo la tesi degli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Raimonda Riolo, il Collegio ha quindi sospeso l’efficacia del provvedimento impugnato, riammettendo il candidato alle fasi successive del concorso.

“Continueremo a tutelare chi subisce esclusioni ingiuste nei concorsi delle Forze dell’Ordine. Questo caso – dichiarano i legali – dimostra quanto sia pericoloso affidarsi a valutazioni approssimative o prive di riscontri oggettivi. Un singolo episodio remoto, mai confermato clinicamente, non può determinare il futuro professionale di un candidato. Il nostro impegno resta quello di garantire che le procedure concorsuali siano fondate su accertamenti seri, trasparenti e rispettosi dei diritti di chi partecipa”.

Foto di repertorio

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