Caso Iacolino, ennesimo macigno sul governo Schifani

Caso Iacolino.  Antonio De Luca (M5S Ars). “Inchiesta su Iacolino, è ennesimo macigno sul governo. Schifani si dimetta, la nomina del manager venga sospesa”. Palermo, 10/03/2026. “L'ennesimo, pesantissimo macigno sul governo Schifani". È lapidario il commento del capogruppo del M5S Antonio De Luca sull'inchiesta che vede indagato, con accuse pesantissime, Salvatore Iacolino, ovvero “uno degli ingranaggi più importanti del motore della sanità siciliana ed ex eurodeputato di Forza Italia” e che ha portato in carcere un dirigente regionale. “Seppur consapevoli che indagato non è sinonimo di condannato - continua De Luca - non possiamo non sottolineare il fatto che questa legislatura passerà alla storia per il grandissimo numero di assessori, deputati, dirigenti, funzionari e uomini espressione o comunque vicinissimi al governo Schifani finiti sotto la lente dei magistrati e quasi sempre col silenzio assordante del presidente della Regione che sulla disastrosa situazione della...

“Schifani non ha più una maggioranza. Il 18 gennaio nasce il Governo di Liberazione”

 

Cateno De Luca: “Schifani non ha più una maggioranza. Il 18 gennaio nasce il Governo di Liberazione”. «Da oggi entra in campo Ti Amo Sicilia. Non è Sud Chiama Nord. È una scelta chiara, politica e programmatica».

Palermo, 16/12/2025 - De Luca apre all’ARS un fronte riformatore: nasce l’intergruppo del Governo di Liberazione

 

Nel corso della conferenza stampa, Cateno De Luca ha annunciato la costituzione di un intergruppo parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana, aperto a tutti i deputati regionali che intendano condividere un percorso riformatore ispirato al progetto del Governo di Liberazione, senza preclusioni di natura politica o personale.

L’intergruppo nasce con una funzione operativa e propositiva, con l’obiettivo di colmare il vuoto di iniziativa riformatrice che, secondo De Luca, caratterizza l’attuale fase dell’azione di governo. La finalità è quella di trasformare l’elaborazione politica e programmatica del Governo di Liberazione in atti parlamentari concreti, attraverso la presentazione di proposte di legge, emendamenti e iniziative legislative sui principali dossier strategici per la Sicilia.

Secondo quanto spiegato da De Luca, l’intergruppo intende rappresentare uno strumento di lavoro trasversale, capace di superare le appartenenze di schieramento e di riportare al centro il ruolo del Parlamento regionale, oggi fortemente ridimensionato da procedure che ne mortificano le prerogative e da un esecutivo incapace di esprimere una linea politica chiara e stabile.

In questo quadro, l’intergruppo si pone anche come elemento di stimolo e di pressione politica nei confronti del governo regionale, in una fase che De Luca ha definito segnata da incertezza, conflittualità interna e crescente difficoltà dell’esecutivo a garantire una maggioranza solida in Aula. Un’iniziativa che, nelle intenzioni del promotore, mira a restituire centralità al confronto parlamentare e a offrire risposte riformatrici concrete alle esigenze della Sicilia.

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Così Cateno De Luca ha aperto la conferenza stampa odierna, chiarendo il perimetro e il significato dell’iniziativa che porterà al debutto ufficiale del Governo di Liberazione, in programma domenica 18 gennaio a Caltagirone.
De Luca ha spiegato che il cambio di passo vede in campo il Centro Studi Ti Amo Sicilia, costituito a marzo 2025 e oggi pienamente strutturato: «Con l’entrata in campo del Centro Studi non svolgerò più attività di partito nelle competizioni elettorali. Da questo momento il mio impegno sarà orientato a spiegare cosa succederà in Sicilia nei prossimi mesi e cosa significa Governo di Liberazione».

Il leader siciliano ha annunciato che il 3 gennaio a Catania formalizzerà il proprio commiato da Sud Chiama Nord, sottolineando che «la geografia politica all’Ars è destinata a cambiare già nelle prossime settimane».
L’iniziativa del 18 gennaio a Caltagirone, ispirata all’Appello ai liberi e forti di don Sturzo, sarà un momento aperto a tutte le componenti istituzionali e sociali: parlamentari regionali, nazionali ed europei, sindaci, amministratori locali, forze sociali, forze datoriali, Anci, terzo settore e ordini professionali.

«Sarà il momento in cui presenterò il mio modello di Sicilia e come agirà il Governo di Liberazione – ha spiegato De Luca – con un principio guida chiaro: la Sicilia al di sopra dei partiti».

A fondamento del nuovo corso, De Luca ha richiamato tre pilastri degasperiani: chiarezza di idee, precisione di linguaggio, distinzione delle responsabilità.
Nel corso della conferenza stampa, De Luca ha annunciato la nascita di un intergruppo parlamentare all’Ars, aperto a tutti i deputati che condividano il progetto: «Non ho preclusioni politiche né personali. Chi vuole esserci, ci sarà. Chi si imbarazza, se ne assumerà la responsabilità».
Un intergruppo che avrà una funzione chiara: «Dare una svegliata al governo Schifani. Non possiamo continuare a pettinare le bambole».

Durissima l’analisi sull’azione dell’esecutivo regionale: «Non c’è una riforma, una sola, portata a termine da questo governo. Dieci passi avanti e venti indietro. La legge di stabilità è diventata il simbolo di un metodo che mortifica il Parlamento».

Secondo De Luca, il presidente Schifani «non ha più una maggioranza politica» e l’esecutivo «è ostaggio delle proprie faide interne». Da qui l’annuncio di una nuova fase: «Il senso di responsabilità non può essere a fondo perduto. O c’è un cambio di passo vero o questa legislatura è destinata a chiudersi. Schifani si presenti in Parlamento con la giunta azzerata e, visto che non c’è più alcun collegamento politico con gli altri partiti di maggioranza, faccia un’operazione matematica, attribuisca un assessorato ogni quattro deputati, così tutti i capi tribù che hanno alimentato queste faide verranno da questo punto di vista accontentati; ovviamente, in questo ragionamento dovrà ripristinare anche i due assessorati della Democrazia Cristiana, considerato che i due assessori non avevano nulla a che vedere, a differenza di altri assessori di altri partiti, con dinamiche giudiziarie.».

Nel mirino anche la gestione del Bilancio regionale e la mortificazione del lavoro parlamentare: «Non si possono far votare provvedimenti in Commissione e poi stralciarli sistematicamente. Così si calpesta la dignità dei deputati e si svuota il Parlamento».

De Luca ha concluso ribadendo la linea politica: «Io non sono per tirare a campare. O si riparte da zero, con un segnale politico chiaro, oppure si abbia il coraggio di staccare la spina e tornare al voto. Con la pelle dei siciliani non si gioca più. Noi andiamo avanti con la nostra strategia, che riguarderà anche un intergruppo che nascerà nel Parlamento siciliano e che tradurrà in proposte legislative l’elaborazione riformatrice del Governo di Liberazione».

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