Palermo 2 febbraio 2026 - “Il ministro Tajani è favorevole o contrario alla restituzione del miliardo e 300 milioni di euro di fondi FSC ai siciliani per riparare i danni del ciclone e della frana o è il ministro che vuol tenerli bloccati per il ponte sullo Stretto? Delle due l’una, senza ambiguità”. A dichiararlo è il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola.
“Considerando che negli scorsi giorni - ricorda Di Paola - il ministro aveva espresso apertura sull’utilizzo dei fondi di Sviluppo e Coesione accantonati dai siciliani per ripristinare i danni provocati dal ciclone e dalla frana, sarebbe utile sapere se oggi il Tajani in visita a Palermo si sia rimangiato la parola, tenendo bloccati i fondi dei siciliani che Salvini vuole usare per il ponte sullo Stretto” - conclude il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Sicilia.
Palermo, 02 febbraio 2026 – Un appello unitario e una precisa proposta operativa per superare l’emergenza post-ciclone che ha paralizzato interi settori produttivi in Sicilia. È quanto hanno presentato questa mattina a Palazzo dei Normanni le tre maggiori associazioni dell’artigianato e della piccola impresa – Cna Sicilia, Confartigianato Sicilia, Casartigiani Sicilia, Clai Sicilia– nel corso di un incontro operativo con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e l’Assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo.
Alla riunione, finalizzata a definire gli interventi urgenti a sostegno del sistema imprenditoriale isolano, hanno partecipato anche i vertici di ICE Agenzia, SIMEST, Cassa Depositi e Prestiti e SACE, ciascuno impegnato a predisporre misure ad hoc per le aziende in difficoltà.
Le associazioni, a nome di migliaia di imprese artigiane e PMI, hanno ribadito con forza l’indifferibilità di un intervento immediato per ripristinare le condizioni minime necessarie a far ripartire le attività. In questo quadro, hanno anche sollecitato una sospensione temporanea dell’applicazione della Direttiva Bolkestein per le aziende colpite, evidenziando il paradosso per cui oggi le imprese sono chiamate a sostenere ingenti costi per ripristinare i propri esercizi, come i lidi balneari, e già il prossimo anno potrebbero essere costrette a partecipare a gare pubbliche per quegli stessi beni da loro stessi ricostruiti.
Al centro della richiesta, la necessità di istituire con urgenza un Tavolo Operativo Permanente di confronto tra Istituzioni e Rappresentanza delle imprese. Questo organismo dovrà garantire un canale diretto, continuativo e non episodico, per coordinare gli aiuti, monitorare la ricostruzione e individuare soluzioni concrete e tempestive alle criticità che emergono giorno dopo giorno sul territorio.
Il Ministro Tajani, nel confermare l’impegno del Governo, ha dichiarato che ai 100 milioni di euro già stanziati per le prime necessità si aggiungeranno ulteriori risorse non appena sarà completata la quantificazione definitiva dei danni.
Le associazioni dell’artigianato si sono rese pienamente disponibili a fare da “filtro attivo” e da presidio territoriale per massimizzare l’efficacia degli interventi. “Attraverso la nostra capillare rete di sportelli su tutta l’isola – hanno sottolineato i rappresentanti di CNA, Confartigianato e Casartigiani – possiamo e vogliamo essere il collettore che raggiunge fisicamente ogni impresa colpita, aiutandola ad accedere alle misure di sostegno, a compilare le domande, a superare gli ostacoli burocratici. La nostra struttura territoriale è al servizio del sistema per far sì che nessuna impresa venga lasciata indietro”.
L’obiettivo condiviso è creare un ponte solido tra le risorse annunciate a livello centrale e regionale e le esigenze concrete delle imprese, accelerando i tempi della ripartenza. Solo un’azione coordinata e permanente, che unisca le forze delle istituzioni e delle associazioni di categoria, può garantire una ripresa efficace e duratura del tessuto economico e produttivo siciliano.
Riforma Farnesina, Romagnoli (CGIE): “Grazie al Governo e al ministro Tajani, più forza alle imprese e agli italiani all’estero”
Massimo Romagnoli, Presidente della V Commissione Sistema Italia e Made in Italy del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), esprime piena soddisfazione per l’approvazione della riforma del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, varata ieri dal Consiglio dei Ministri su proposta del Vicepremier e titolare della Farnesina, Antonio Tajani.
«Accogliamo con entusiasmo questa riforma – ha dichiarato Romagnoli – perché rappresenta un passo decisivo verso una Farnesina più moderna, capace di sostenere le imprese italiane nei mercati globali e di rispondere meglio alle esigenze degli italiani all’estero».
Il provvedimento, presentato come “a costo zero”, ridisegna l’assetto organizzativo del Ministero con la creazione di due Segretari Generali Aggiunti – uno dedicato all’area politica e l’altro a quella economica – e l’istituzione di nuove direzioni generali, tra cui quelle per la crescita e l’export e per la sicurezza cibernetica e l’intelligenza artificiale.
Romagnoli sottolinea in particolare l’importanza della spinta all’internazionalizzazione: «Puntare su export e crescita delle imprese è fondamentale. Oggi il commercio internazionale vale oltre il 30% del nostro PIL e il Governo si è dato un obiettivo ambizioso: raggiungere i 700 miliardi di euro di export entro il 2027. È la conferma che l’Italia vuole giocare un ruolo da protagonista nello scenario globale».
Accanto all’aspetto economico, il Presidente della V Commissione evidenzia i benefici attesi per le comunità italiane nel mondo: «Il rafforzamento dei servizi consolari, la semplificazione delle pratiche e l’aumento del personale nelle sedi diplomatiche sono segnali concreti. I nostri connazionali meritano tempi più rapidi, meno burocrazia e una presenza più forte dello Stato accanto a loro».
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