Messina, 01/07/2013 - Dopo avere espresso "solidarietà al dottor Tartaglia, vittima di un inquietante gesto intimidatorio, per il raid compiuto da ignoti nell'appartamento del magistrato palermitano, che negli anni ha svolto delicati interventi", il ministro per la Pubblica Amministrazione, Gianpiero D'Alia ha rilasciato una lunga intervista a Barbara Corrao de Il
Messaggero, nella quale traccia il cammino dei prossimi mesi e indica le tappe di un percorso possibile: "Ora è il momento del lavoro pubblico. Nel giro di poche settimane il governo varerà una proposta organica per chiudere definitivamente con l’anomalia del precariato e recuperare al normale reclutamento i vincitori dei concorsi che non sono mai stati immessi in servizio»
Dall'intervista di Barbara Corrao su Il Messaggero:
ROMA, 30/06/2013 - «I dipendenti pubblici hanno dato il loro contributo alla spending review e alla riduzione della spesa pubblica, è doveroso riconoscerlo ma il blocco delle retribuzioni nel 2014 non poteva essere evitato. Alcuni passi avanti ora li possiamo fare». Il ministro della Funzione Pubblica Gianpiero D’Alia si muove, come gli altri ministri del governo Letta, lungo un sentiero stretto di risorse scarse. Ma, in questa intervista al
Messaggero, traccia il cammino dei prossimi mesi e indica le tappe di un percorso possibile e che sarà intenso da qui all’autunno. Dopo le misure di sostegno sul lavoro privato, afferma, ora è il momento del lavoro pubblico: «Nel giro di poche settimane il governo varerà una proposta organica per chiudere definitivamente, nell’arco di tre anni, con l’anomalia del precariato e recuperare al normale reclutamento i vincitori dei concorsi che non sono mai stati immessi in servizio».
Al via la convocazione di sindacati e Aran per l’inizio del negoziato sulla parte normativa dei contratti. Pressing sui ministeri per le piante organiche e, per la mobilità, dialogo aperto con i sindacati sapendo però che «una decisione va presa, rinviare non serve».
Il blocco delle retribuzioni è stato esteso al 2014. Ancora sacrifici per i dipendenti pubblici, quando finirà?
«Non c’è alcuna volontà punitiva da parte del governo e credo sia da rivedere una certa criminalizzazione dei dipendenti pubblici che c’è stata in passato. Bisogna dare atto al pubblico impiego di avere contribuito alla razionalizzazione e al contenimento della spesa pubblica con una contrazione di 300.000 unità e retribuzioni ormai allineate a quelle del settore privato. Tuttavia, il blocco non si poteva evitare perché per riaprire i contratti servono 7 miliardi e non sono nella nostra disponibilità. La situazione è oggettivamente difficile. Ma alcuni passi in avanti li possiamo fare».
Quali?
«Prima dell’estate intendo convocare l’Aran e i sindacati per aprire la contrattazione sulla parte normativa dei contratti. Su questo vi è un ampio sostegno politico nella maggioranza e anzi vi è un invito esplicito a farlo nel parere con cui il parlamento ha dato il consenso al blocco delle retribuzioni».
E le risorse? Che spazi ci sono?
«Penso che si possa sostenere e ampliare la contrattazione di secondo livello. Lì è possibile recuperare risorse, dalle procedure di spending review, per migliorare la produttività partendo dalle amministrazioni centrali e poi allargando le intese a livello locale. Inoltre è fondamentale riavviare un circuito virtuoso di relazioni sindacali che il blocco dei contratti, di fatto, ha finito per interrompere. Un percorso di confronto e di consenso è necessario per attuare le riforme».
L’altro grande capitolo aperto è quello dei 250.000 precari. Tolti i 130.000 della scuola, che fine faranno gli altri?
«Il governo è già intervenuto con una proroga a fine anno. Ora, con un confronto ampio con Parlamento, autonomie locali e organizzazioni sindacali, dobbiamo risolvere definitivamente, nell’arco di 3 anni, il problema del precariato e, con la graduale ripresa del turn over, recuperare i vincitori dei concorsi che non sono stati mai immessi in servizio. Ne abbiamo già discusso nell’ultima riunione del consiglio dei ministri. Sto lavorando ad una proposta che il governo varerà nel giro di poche settimane e comunque prima della chiusura estiva o si rischia di non riuscire ad attuare le procedure entro fine anno».
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Perche non rivedono gli organici fanno i concorsi, se non gia fatti,cosi si possono impiegare i meritevoli e non gli amici.
RispondiEliminaSiamo stufi degli annunci! ci raccontino cosa hanno fatto non quello che faranno......mai.