Dichiarazione del Segretario Generale della UILPA Benedetto Attili: “Il rapporto debito-Pil ha raggiunto il record del 132,6%, mentre la spesa per i consumi delle famiglie è diminuita del 2,6%. Particolarmente significativi alcuni dati analitici: - 3,1% delle spese alimentari, - 5,7% delle spese sanitarie
Roma, 3 marzo 2014 - “I dati diffusi oggi dall’Istat destano enorme preoccupazione.
Nel 2013 il Pil è diminuito dell'1,9%, scendendo sotto i livelli del 2000, il rapporto debito-Pil ha raggiunto il record del 132,6%, mentre la spesa per i consumi delle famiglie è diminuita del 2,6%, proseguendo il crollo del – 4% del 2012. Particolarmente significativi alcuni dati analitici: - 3,1% delle spese alimentari, - 5,7% delle spese sanitarie. Da tali dati”, afferma il Segretario Generale della UIL Pubblica Amministrazione Benedetto Attili, “emerge la notevole perdita del potere di acquisto dei cittadini italiani, costretti a lesinare anche sull’acquisto di prodotti di prima necessità. Ovviamente questo dato si amplifica ancora di più se ci si riferisce alla platea dei lavoratori pubblici per i quali, a causa dei blocchi contrattali, dal 2009 non si registra alcun incremento della retribuzione.”
Prosegue Attili “Il crollo del Pil ed il peggioramento del rapporto debito-Pil non possono che acutizzarsi finché perdureranno strategie di Governo che, nel tentativo di ridurre il debito pubblico, continuano a fare ricorso ad un aumento generalizzato dell’imposizione fiscale, senza neanche tener conto del principio costituzionale della progressività delle imposte. In tale ottica, la misura spot dell’esordiente Governo, che ha previsto l’aumento della Tasi, finisce con il renderne la credibilità molto labile rispetto agli iniziali proclami sulla riduzione della pressione fiscale”.
Conclude Attili: “Ricordiamo a Renzi che non c’è più tempo da perdere in chiacchiere, urgono i fatti. Urgono degli interventi concreti ed innovativi in grado di recuperare risorse da destinare alla “decompressione” fiscale, con particolare riferimento alla riduzione delle tasse sul lavoro, nonché risorse da riservare allo sblocco della contrattazione nel pubblico impiego. Il riciclo di tali risorse sul mercato svolgerebbe una funzione propulsiva per la ripresa dei consumi, dell’attività delle imprese e dell’occupazione. In che modo recuperarle? Non ci stancheremo mai di ripeterlo: recuperando l’ingente quantità di risorse sottratte alle casse pubbliche attraverso una lotta, che sia veramente seria, all’evasione fiscale, agli sprechi nella spesa pubblica ed ai costi diretti ed indiretti della politica.”
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