Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

CASTELLO, "CAMICIA TIPICA ITALIANA": 20 MILIONI DI AFFARI E 300 POSTI DI LAVORO

25/09/2009 - Alla Castello, «Camicia tipica italiana» (come recita lo slogan), che ha 20 milioni di fatturato, sono 300 i posti di lavoro a rischio e in aprile è stata richiesta la cassa integrazione per 100 dipendenti. Da molti mesi l’impresa è sofferente a causa dell’alto costo del lavoro e della contrazione dei consumi legata alla crisi.

Il piano industriale prevede l’acquisto di un nuovo capannone, la creazione di nuove linee produttive e il recupero delle maestranze locali già incorse in ammortizzatori sociali a causa della dismissione di diverse aziende tessili dei Nebrodi.

Il progetto di espansione prevede anche la realizzazione di nuovi punti vendita destinati al mercato estero. Le lavoratrici della Castello (il personale è per il 90% femminile) per non arrendersi hanno scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, e al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

I sindacati hanno invocato la necessità di un progetto di rilancio aziendale. L’azienda è stata fondata a Brolo (Messina) nel 1967 da Vincenzo Pizzino, che ha cominciato l’attività confezionando camicie e capi d’abbigliamento come terzista, per importanti griffe nazionali. Negli anni Novanta l’azienda è passata sotto la guida di Giuseppe Pizzino, che ha rivoluzionato l’organizzazione e la produzione, e ha sviluppato un’ampia rete di punti vendita a gestione diretta, costituendo la controllata Piazza Castello.

La filosofia «dal produttore al consumatore» diventa l’elemento base, per offrire un prodotto di qualità a un prezzo competitivo. Oggi Castello ha una rete di oltre cento negozi in Italia e Svizzera.

http://www.ilgiornale.it

Commenti

  1. Confesso che non sapevo delle difficoltà del gruppo Castello.
    Sono sconcertato ed amareggiato.
    Acquisto con gran piacere il prodotto italiano e Meridionale da anni.
    Mi sgomenta non veder più a Reggio Calabria il negozio CASTELLO Camicie.
    FORZA GIUSEPPE, combatti. Gianni Zumbo

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