Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

MESSINA, L'ETICHETTATURA DEL PESCATO NON INDICA IN QUALE SECOLO...

Messina, lì 10.09.09 - Nel 2007 veniva cancellata la norma della legge n. 204/2004 che prevedeva l’obbligo di indicare la provenienza, in etichetta, di tutti i prodotti alimentari. Dopo quasi due anni poche le associazioni o i rappresentati di categorie che si sono attivati per fare un aggiornamento dell’elenco degli alimenti “targati” cioè quelli che ancora devono riportare l’indicazione all’origine e relativi dati. Da parte nostra, sicuramente con poca competenza in materia, vorremmo portare all’attenzione l’etichettatura di uno di questi prodotti alimentari: Il pesce. La normativa prevede che:
Pesce. Anche se venduti in porzioni, tutti i pesci devono riportare l’indicazione dell’origine e cioè:
- se pescato in mare, con relativa zona di cattura;
- se pescato in acque dolci ;
- se allevato.

La zona di pesca può essere indicata anche con il numero corrispondente della zona FAO (per esempio n.1 Atlantico nord occidentale, n.8 mar Mediterraneo), ma deve essere esposta una tabella di riferimento a disposizione del consumatore. L’obbligo dell’indicazione non vale per i prodotti ittici trasformati come il tonno in scatola, i bastoncini, il salmone affumicato, i surgelati confezionati in porzioni o ricettati (baccalà con patate, zuppa di pesce, ecc.).

Rileviamo con stupore che la normativa, assurdamente, non dispone l’obbligo di indicazione della data del pescato. Cioè, la pesca può anche essere stata effettuata nel Mediterraneo ma non si indica in quale … secolo, e questo, di fatto, impedisce al consumatore di conoscere il prodotto che mangia.

Ci domandiamo se i messinesi e i turisti capitati cimentatesi all’acquisto del pesce “locale” possono fornire testimonianze sul rispetto della normativa di cui sopra e domandiamo inoltre, agli organi preposti al servizio, quali controlli siano stati effettuati.

L’Associazione Ecologia Solidale Messina

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