Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SANT’ANGELO DI BROLO SUL VERSANTE DELLA TRASPARENZA E DELLA LEGALITÀ

Sant’Angelo di Brolo, 20/01/2010 - Con l’adesione al Protocollo di legalità previsto con l’Accordo di Programma Quadro Sicurezza e Legalità per lo Sviluppo della Regione siciliana “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, sul versante della trasparenza e della
legalità, l’Amministrazione comunale di Sant’Angelo di Brolo ha messo a segno un altro punto qualificante, che caratterizza il modus operandi del Governo municipale guidato dal Sindaco Basilio Caruso.
L’Accordo di Programma Quadro “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, stipulato il 30 settembre 2004 fra il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’Economia e la Regione Sicilia, si prefigge obiettivi di prevenzione, per garantire il miglioramento delle condizioni di convivenza civile e di sicurezza dei cittadini, per favorire la reciproca collaborazione nella lotta alla criminalità nel territorio regionale, stimolare l’azione delle Amministrazioni locali su politiche integrate di governo della sicurezza, incentrate sulla coesione sociale e sulla diffusione della legalità, per accrescere e diffondere la cultura della legalità e della democrazia, potenziare, generalizzare e rendere permanente il monitoraggio degli investimenti pubblici, per la salvaguardia dalle infiltrazioni criminali ed accelerare l’individuazione dei patrimoni illeciti e la loro restituzione alla legalità, potenziare ed integrare sul territorio il servizio offerto dalle forze di polizia nazionali e locali, rendere più efficace la trasparenza degli atti dell’Amministrazione.
Il 12 luglio del 2005, la Regione Siciliana ha sottoscritto il Protocollo di legalità con il Ministero dell’Interno, le nove Prefetture siciliane, l’Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici, l’INAIL e l’INPS, per il coordinamento delle attività finalizzate a prevenire le infiltrazioni mafiose nella gestione degli appalti pubblici;
“Con la firma di questo Protocollo – ha dichiarato il Sindaco – l’Amministrazione che ho l’onore di presiedere, inserisce un altro elemento caratterizzante in favore della legalità e della trasparenza. Questo atto – ha continuato il capo dell’Esecutivo – che dovrà essere perfezionato con la sottoscrizione in Prefettura, si aggiunge ad altre importanti direttive impartite dal momento del nostro insediamento. Il ricorso alla trattativa privata, ad esempio – ha continuato – è stato limitato ai casi previsti dalla legge. E per evitare storture, è stato dato un atto di indirizzo agli uffici, affinché, senza esclusioni, fossero invitate tutte le imprese presenti. A questo si è aggiunto il regolamento per il cottimo appalto e la redazione dell’elenco delle imprese di fiducia. Anche in questo caso, quando si fanno le gare vengono invitate tutte le ditte presenti nell’elenco. Capisco che cambiare le cose non è facile – ha concluso il Sindaco – ma, come si vede, non è impossibile. Noi, pur tra mille difficoltà, a poco a poco ci stiamo riuscendo”.

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