Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Demopolis: il 70% dei siciliani contrario ad una centrale nucleare nell'Isola

12/02/2010 - La Sicilia, con una percentuale del 70%, si rivela la regione con il maggior tasso di contrarietà dei cittadini all'eventuale collocazione di una centrale nucleare nel proprio territorio. È quanto emerge dall'indagine dell'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, all'indomani del decreto
del Governo nazionale che disciplina la realizzazione e localizzazione dei nuovi impianti, sancendo di fatto il ritorno del Paese al nucleare.

Solo il 23% dei cittadini sarebbe propenso all'installazione di un sito nella regione; il 7% non esprime invece un'opinione in merito.

I risultati dell'indagine sono stati rilevati dal 4 al 10 febbraio nell'ambito del Monitor continuativo sull'opinione pubblica siciliana, diretto da Pietro Vento e realizzato dall'Istituto Demòpolis su un campione rappresentativo dell'universo dei cittadini.

Mentre il Nord del Paese si mostra più incline alla scelta di un ritorno al nucleare per ridurre i costi dell'energia, lo scetticismo cresce al Centro, al Sud e nelle Isole. Il 70% dei siciliani si dichiara contrario all'eventuale costruzione di una centrale nucleare nell'Isola.

Il dato rivela indici di criticità estrema rispetto alle medie nazionali: in Italia, secondo l'indagine Demopolis, è infatti il 53% dei cittadini a dichiararsi assolutamente contrario.

A più di vent'anni dal referendum, forti restano le perplessità. I siciliani si mostrano decisamente ostili al ritorno al nucleare come possibile soluzione alla crisi energetica, manifestando piuttosto una preferenza per fonti alternative, quali soprattutto il solare (82%). Un orientamento, quest'ultimo, recentemente espresso anche dal Governo Lombardo.

L'opposizione al nucleare si innalza al 74% tra le donne e sfiora l'80% tra le nuove generazioni, nella fascia d'età compresa tra i 16 e i 34 anni. La maggioranza assoluta esprime forti preoccupazioni ritenendo non sicure le centrali nucleari: permane nell'Isola la paura dell'atomo.

Il dato generale di contrarietà si accentua nell'ipotesi di un'eventuale costruzione di un sito nell'area di residenza degli intervistati. "Meno di un siciliano su quattro (18%) infatti - sostiene il direttore dell'Istituto Demopolis - accetterebbe che venisse costruita una centrale nucleare nella provincia in cui vive".

http://www.demopolis.it

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