Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

SE D’ALIA OSTEGGIASSE I BLOG PER FAVORIRE L’EDITORIA

28/05/2010 – “Facebook è un sito indegno, perché consente l'esistenza di gruppi che inneggiano a Raffaele Cutolo, a Salvatore Riina e agli stupratori. Se il gestore del sito non si fa carico di cancellare questi soggetti dal sito, è giusto che tutto Facebook venga oscurato”. E' quanto ha dichiarato al sito de "L'espresso" il senatore Gianpiero D'Alia (Udc), in merito all'emendamento 50 bis, introdotto nel decreto Sicurezza (e approvato al Senato), che consente al ministero degli Interni
di procedere all'oscuramento di siti Internet che siano sottoposti a indagine giudiziaria per contenuti che contemplino l'istigazione a delinquere a l'apologia di reato.

Tutto ciò, pure a nostro avviso, non farebbe una grinza. Perché no? Perché Facebook, ad esempio, ha potuto permettersi di fare fuori ‘profili’ assolutamente legittimi e lineari per la semplice dimenticanza della password? Perché, al contrario, ha permesso il proliferare di profili inneggianti a mafiosi, blasfemi e criminali? In nome della democrazia? Dubitiamo, molto!

“Secondo il mio emendamento - ha spiegato D'Alia - in presenza di questi contenuti il ministero diffiderà il gestore, e questi avrà due possibilità: o ottemperare e quindi cancellare questi contenuti oppure non ottemperare. Se non ottempera diventa complice di chi inneggia a Provenzano e Riina e quindi è giusto che venga oscurato”.

”Lo stesso deve valere per i video su YouTube, per eventuali scambi di insulti e minacce tra utenti nei forum e anche per i commenti ai blog”.

Ciò che dal cosiddetto emendamento D’Alia potrebbe scaturire - piuttosto - è una diversa e indiscriminata messa in mora dei blog (non certo di Facebook o YouTube), nel contesto dell’intera normativa in itinere al Parlamento, ad esclusivo vantaggio delle testate ‘tradizionali’ (cioè potenti), a tutela dei grandi editori.

Se ciò dovesse trovare rappresentazione e conferma, allora il sen. D’Alia si sarebbe reso responsabile di un’azione gravissima, alla quale neppure Berlusconi sarebbe arrivato.

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