Messina, 19/07/2010 - Messina, 19/07/2010 - Ill.mo on. Domenico Scilipoti, ho avuto modo di constatare che la sua azione politica è assolutamente connotata da campi di interesse e di intervento ampi, chiari, particolarmente vicini alle tematiche ambientali e socio-sanitarie. Ella tiene un dibattito aperto, sia attraverso il web che tramite l’ufficio stampa. Eppure incontro ora, in un suo comunicato stampa, una argomentazione che non approvo ed anzi intendo dibattere e contestare, poiché avverto che in esso, forse per sintesi, si fa ‘tutto un fascio’
della giusta necessità di incentivare le aree verdi e della iattura derivante dai “tagli indiscriminati per far quadrare un bilancio collimante con gli interessi del Governo”.
E le chiedo se Lei è davvero convinto che tagliare i fondi agli enti che gestiscono i cosiddetti parchi naturali sia sempre e comunque un danno rivolto all’ambiente e non sia, invece, un bene fatto ai cittadini che pagano le tasse e alle casse dello Stato?
Lei ritiene che siano solo persone prive di senso della natura gli oltre 4.000 cittadini delle Isole Eolie, riuniti nell’ associazione La Voce Eoliana, che si battono per impedire che venga realizzato il Parco naturale delle Eolie?
Ritiene che siano motivati solo da insani propositi coloro che si oppongono alla costituzione del Parco Naturale Regionale "Monti Sicani": “già l’enorme estensione del territorio protetto, nell'ambito della nostra regione, ha prodotto negli anni un gravissimo danno alle attività produttive e la mummificazione delle aree interessate da vincoli, senza alcuna positiva ricaduta per l'economia”?
A proposito del contestato progetto di un 'Parco naturale delle Eolie', abbiamo espresso il nostro punto di vista su una questione che sempre più entra a fare parte della coscienza della gente: l’inutilità della nuova istituzione di Parchi naturali se tale pratica debba tramutarsi in controproducente e supponente ‘mummificazione del territorio’, nonché nella creazione di carrozzoni burocratici e stipendifici, a vantaggio dei soliti pochi eletti (dalla politica), con mansioni del tutto assimilabili a quelle delle tante associazioni ambientaliste.
Associazioni (queste ultime) cui vanno - però - grandi meriti, che assolvono a ruoli educativi e sociali di notevolissima importanza ma che non assorbono ingenti quantità di denaro pubblico per svolgere i loro progetti e la loro attività. Anzi, il più delle volte le Associazioni ambientaliste sono sostenute dal volontariato e non di rado i loro dirigenti, che non percepiscono lauti stipendi pubblici, mettono la mano nella propria tasca.
A supporto di quanto andiamo sostenendo, facciamo riferimento alle parole ed ai concetti espressi dal ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, a proposito dell’avvistamento di una ‘foca monaca’ riferito dai pescatori dell' isola siciliana di Marettimo.
“E’ una bellissima notizia - ha detto il ministro Prestigiacomo - e come ministero intendiamo adottare in questa occasione un atteggiamento efficace: intendiamo nominare custodi di questo tesoro la comunità e i pescatori stessi di Marettimo”.
Lo ha detto il ministro dell' Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in merito alla eccezionale segnalazione di una famigliola di foche monache nelle acque dell'isola dell’arcipelago delle Egadi a largo delle coste di Trapani.
Comunità locali e pescatori “saranno chiamati a fornire indicazioni su eventuali misure di protezione da adottare. Una sorta di 'federalismo ambientale' - ha precisato Prestigiacomo - che siamo certi sarà efficace”.
“Come ministero ci impegneremo a salvaguardare l’ecosistema e fornire il supporto tecnico scientifico necessario alla comunità di Marettimo”, ha detto il ministro sottolineando che “questo evento, che ricade simbolicamente nell'anno della biodiversità e che indica il miglioramento delle condizioni naturali dei nostri litorali, può rappresentare l’inizio di una forma di convivenza fra le comunità costiere e le splendide foche monache”.
Al ministro Prestigiacomo non possiamo che rivolgere un sincero e ‘modernissimo’ plauso: si ‘modernissimo’, perché tale a noi sembra il suo gesto di affidare alla gente del luogo la tutela di un patrimonio che è sempre più dell’umanità.
E ciò dimostra che se in passato l’istituzione dei Parchi naturali ha rappresentato un valido modello di sensibilizzazione ed educativo, oggi (fatta la legge scoperto l’inganno) sempre più tali ‘modalità’ sono escamotage per costituire centri di potere e succursali della politica, dove fare convergere le ingenti quantità di denaro che un tempo venivano devolute ai Comuni e agli enti locali per provvedere alla loro gestione ed a servizi di pubblica utilità.
Come dire che la coscienza per l'ambiente è notevolmente cresciuta, anche grazie all'istruzione, alla scuola, all'impagabile mondo del volontariato associativo ambientale, e il territorio deve essere affidato alla gente, a chi lo abita (pagandovi le tasse).
Encomiabile idea - dunque - quella del ministro Stefania Prestigiacomo di "nominare custode di questo tesoro la comunità" (che per tale 'mansione' non percepisce stipendi né fondi comunitari ma paga pure le tasse).
d.m.c.
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L’ARTICOLO DELL’ON. DOMENICO SCILIPOTI (IDV):
ROMA, 13/07/2010: “I tagli indiscriminati per far quadrare un bilancio collimante con gli interessi del Governo, potrebbe ridurre drasticamente i fondi per la rete nazionale dei parchi”. Così l’On. Dott. Domenico Scilipoti (IDV), con riferimento all’ipotesi di dimezzamento del fondo parchi, attualmente di circa 50 milioni di €. “l’Italia ha circa il 10 per cento del territorio tutelato e i boschi, le foreste, i parchi attrezzati
- continua il deputato di Italia dei Valori – sono una ricchezza non solo ambientale, ma anche turistica, con vantaggi economici in lenta ma costante crescita”. “Un parco di soli 500 ettari ha un valore di 3 milioni di € e assorbe 500 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Che affare è tagliare fondi ai parchi, veri polmoni che sfidano gli inquinamenti e riossigenano l’ambiente e i cittadini? Piuttosto - conclude l’On. Dott. Scilipoti (IDV) – si incentivino e si garantiscano le aree verdi, anche nei centri urbani, si tutelino le valenze paesaggistiche e naturalistiche, i profumi selvaggi, la fauna. Amare la natura vuol dire amare l’uomo”.
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IL MINISTRO PRESTIGIACOMO ‘SPIEGA’ L’INUTILITÀ DEI PARCHI NATURALI E L’UTILITÀ DELL’AMORE PER LA NATURA
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