Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

ETICO F” A FICARRA: UNA EMOZIONANTE LETTURA DEL VISSUTO DEI LUOGHI

Ficarra (Me), 03/08/2010 - Se comunicare è arte, il messaggio lanciato da Massimo Bartolini a Ficarra, è un momento superiore di arte. Qui l’iniziativa del Museo Riso, attraverso il racconto del Maestro Bartolini, ha trovato la dimensione capace di emozionare e trasmettere il senso della ricerca, filosofia che sta alla base dei movimenti contemporanei, fra arte e comunicazione.
A Ficarra, nella suggestiva “Fortezza Carceraria”, si sono rinnovate le ragioni per cui un tempo nei Nebrodi si invitavano gli artisti per ascoltare il territorio e leggere il paesaggio, perché poi dagli stessi ci fosse restituito il senso dei luoghi e dell’umano.

Ciò che è sotto gli occhi di tutti, non è visto da tutti, diventa palese per la passione e l’intuizione dell’artista, capace di operare formidabili sintesi, frutto della sua capacità contemplativa della realtà e della virtù di esprimere il sogno, la creatività, l’anticonformismo.
Massimo Bartolini ha trasfigurato realtà ed emozioni, vissuto culturale e popolare, visioni e racconto dei luoghi, atmosfere e sensazioni individuali e comuni, svolgendo un suo messaggio ricco di tensione scenografica, di attesa partecipata, di reincarnazione di suoni e antiche musicalità, affidando al suo femmineo corifeo linguaggio e messaggi evocativi.

Il corifeo, novella e, al tempo stesso, antica ballerina, esile ma statuaria, inusuale carillon vivente, nel suo abito di taffetas, racconta, nella Fortezza di Ficarra, scandendo il silenzio, il divenire degli eventi, nell’attesa che si realizzi una musicalità al di sopra del tempo.

Sulle note di un magnificat, scritto e meditato nella Stanza della Seta da Lucio Piccolo, e rielaborato dal M° Plantemoli, riappaiono suoni di creature non più viventi, ma vive e vissute nella trasfigurazione dei luoghi e delle umanità che, a Ficarra e nel mondo del poeta, hanno trasmesso il senso del nostro essere a Massimo Bartolini, il quale, nel farsene medium e interprete, lo offre a chi del luogo sente il desiderio di conoscenza.

A Ficarra, alla Fortezza Carceraria, è così andato in scena un vissuto che appartiene esclusivamente a questo luogo, partecipato, nel momento del suo infuocato tramonto, da un pubblico a sua volta componente e protagonista della performance, alla quale potrà ancora partecipare nelle prossime raffigurazioni del 3, 4 e 14 agosto alle ore 19.45, orario fondamentale e puntuale per il verificarsi dell’opera del M° Bartolini.

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