Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MILAZZO: ACCATTONAGGIO MINORILE, L’INTERVENTO DI D’AMORE

Milazzo, 26/8/2010 - L’assessore Massimo D’Amore è intervenuto per porre fine al dif-fuso fenomeno dell’accattonaggio minorile, inviando una lettera al comandante della polizia municipale con la quale chiede “di attivare, da subito, ogni possibile mezzo utile per il contrasto del fenomeno, partendo dall’immediata identificazione dei minori”. “Occorre intervenire in modo deciso – spiega l’assessore – in quanto si tratta di un
fenomeno di rilevanza sociale primaria. L’accattonaggio minorile, realizzato da ita-liani o stranieri poco rileva, e costituisce nel migliore dei casi una mortificazione del minore e della sua dignità di persona oggi e delle sue potenzialità domani, oltre che un grave , quasi irrimediabile pregiudizio al suo futuro di cittadino attivo ed integrato nella legalità.

Tra l’altro recentissimi orientamenti della Suprema Corte riconducono tali comportamenti, per casi particolari, persino ai reati di “riduzione in schiavitù”.

D’Amore ha altresì precisato che è intenzione dell’assessorato avviare una politica di recupero alla legalità dei bambini che – sottolinea – “giova ricordare sono le prime vittime di questa situazione”.

L’Ufficio Stampa

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