Sara Campanella: giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo della studentessa vittima di femminicidio a Messina

Giovedì 3 aprile fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio a Messina. Il corteo si muoverà fino a Piazza dell'Unione Europea, sede del Municipio.  Per la sua uccisione è stato individuato, quale soggetto fortemente sospettato, Stefano ARGENTINO, 27enne, di Noto (SR), anche lui studente nella stessa facoltà della giovane, rintracciato con il supporto dei Carabinieri di Siracusa. Messina, 1 apr. 2025 - Giovedì 3 aprile 2025, alle ore 19.30 con partenza prevista dal Cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti, prenderà avvio una fiaccolata in ricordo di Sara Campanella, studentessa del CdS in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio. L'iniziativa, organizzata dall'Ateneo peloritano unitamente a tutte le Associazioni studentesche ed in collaborazione con il Comune di Messina, coinvolgerà la Comunità accademica ed è aper...

PIERSANTI MATTARELLA VOLEVA RISANARE LA POLITICA SICILIANA

Palermo, 06 gennaio 2012 – "Il modo migliore per onorare la memoria di Piersanti Mattarella e' fare tesoro, giorno dopo giorno, dell'eredita' morale che ha lasciato. La cifra della sua azione istituzionale e' scandita dall'impegno profuso e portato avanti, sino al tragico epilogo, per l'affermazione della legalita', per il contrasto alle collusioni fra mafia e politica, e imperniata sulla trasparenza e sulla modernizzazione della macchina burocratica regionale. Una lezione che il trascorrere del tempo ha rafforzato e reso indelebile sino ad ergerla a faro per la classe politica e per tutti i siciliani in genere".

Lo dichiara il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, ricordando l'assassinio di Piersanti Mattarella avvenuto il 6 Gennaio del 1980.

“La leadership di Piersanti Mattarella rappresentava un’insidia pericolosa per gli equilibri politico-mafiosi in Sicilia. La sua apertura al centrosinistra, le sue prese di posizione sulla necessità di combattere le collusioni con Cosa nostra e con il mondo degli affaristi, il lavoro che stava portando avanti per garantire trasparenza e legalità all’interno della macchina regionale … minacciavano gli equilibri consolidati nell’Isola. Mattarella aveva avviato un processo di risanamento della politica siciliana che avrebbe avuto risvolti anche sul piano nazionale. Per questo è stato assassinato”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia.

“La testimonianza di Piersanti Mattarella – aggiunge Lumia – ci dice che la lotta alla mafia, per la legalità e lo sviluppo è il prerequisito essenziale perché la politica svolga il suo nobile compito di promozione del bene comune e dei diritti dei cittadini. Egli resta, pertanto, un importante punto di riferimento per la politica e la società”.

“L’operato di Piersanti Mattarella in qualità di Presidente della Regione Siciliana è prova che si può fare politica con le mani pulite, e di come la stessa possa essere prezioso strumento nella lotta alla criminalità organizzata e alle connivenze. La missione di Mattarella fu coraggiosa e ardita e la sua scelta di modernizzare la macchina dell’amministrazione regionale rappresentò per Cosa Nostra e per i suoi numerosi sodali un affronto troppo pesante. Per questo Mattarella, che rappresentava ormai il riferimento di tutti i siciliani onesti, fu assassinato sotto gli occhi della moglie e del figlio”.

Così in una nota l’eurodeputata e responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia di IdV Sonia Alfano ricorda il sacrificio di Piersanti Mattarella, ucciso a Palermo il 6 gennaio del 1980, quando era presidente della Regione Siciliana.
“Oggi noi abbiamo il dovere non solo di ricordare la lotta solitaria di quell’uomo, che affrontò la mafia a viso aperto e consapevole del fatto che sarebbe stato eliminato - sottolinea Alfano - ma anche di continuare in suo nome, e nel nome di tutte le vittime di mafia, la stessa battaglia. Le collusioni con la criminalità organizzata, infatti - conclude - continuano ad inquinare la pubblica amministrazione, la politica e l’imprenditoria”.

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