Palermo, 06 gennaio 2012 – "Il modo migliore per onorare la memoria di Piersanti Mattarella e' fare tesoro, giorno dopo giorno, dell'eredita' morale che ha lasciato. La cifra della sua azione istituzionale e' scandita dall'impegno profuso e portato avanti, sino al tragico epilogo, per l'affermazione della legalita', per il contrasto alle collusioni fra mafia e politica, e imperniata sulla trasparenza e sulla modernizzazione della macchina burocratica regionale. Una lezione che il trascorrere del tempo ha rafforzato e reso indelebile sino ad ergerla a faro per la classe politica e per tutti i siciliani in genere".
Lo dichiara il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, ricordando l'assassinio di Piersanti Mattarella avvenuto il 6 Gennaio del 1980.
“La leadership di Piersanti Mattarella rappresentava un’insidia pericolosa per gli equilibri politico-mafiosi in Sicilia. La sua apertura al centrosinistra, le sue prese di posizione sulla necessità di combattere le collusioni con Cosa nostra e con il mondo degli affaristi, il lavoro che stava portando avanti per garantire trasparenza e legalità all’interno della macchina regionale … minacciavano gli equilibri consolidati nell’Isola. Mattarella aveva avviato un processo di risanamento della politica siciliana che avrebbe avuto risvolti anche sul piano nazionale. Per questo è stato assassinato”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia.
“La testimonianza di Piersanti Mattarella – aggiunge Lumia – ci dice che la lotta alla mafia, per la legalità e lo sviluppo è il prerequisito essenziale perché la politica svolga il suo nobile compito di promozione del bene comune e dei diritti dei cittadini. Egli resta, pertanto, un importante punto di riferimento per la politica e la società”.
“L’operato di Piersanti Mattarella in qualità di Presidente della Regione Siciliana è prova che si può fare politica con le mani pulite, e di come la stessa possa essere prezioso strumento nella lotta alla criminalità organizzata e alle connivenze. La missione di Mattarella fu coraggiosa e ardita e la sua scelta di modernizzare la macchina dell’amministrazione regionale rappresentò per Cosa Nostra e per i suoi numerosi sodali un affronto troppo pesante. Per questo Mattarella, che rappresentava ormai il riferimento di tutti i siciliani onesti, fu assassinato sotto gli occhi della moglie e del figlio”.
Così in una nota l’eurodeputata e responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia di IdV Sonia Alfano ricorda il sacrificio di Piersanti Mattarella, ucciso a Palermo il 6 gennaio del 1980, quando era presidente della Regione Siciliana.
“Oggi noi abbiamo il dovere non solo di ricordare la lotta solitaria di quell’uomo, che affrontò la mafia a viso aperto e consapevole del fatto che sarebbe stato eliminato - sottolinea Alfano - ma anche di continuare in suo nome, e nel nome di tutte le vittime di mafia, la stessa battaglia. Le collusioni con la criminalità organizzata, infatti - conclude - continuano ad inquinare la pubblica amministrazione, la politica e l’imprenditoria”.
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