Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

“IL VOLONTARIATO FORMATO”: CONCLUSA LA PRIMA FASE DEL PROGETTO PROMOSSO DALL’ASP MESSINA

Messina, 29/02/2012. Un nuovo modello di organizzazione dell’assistenza, orientato alla centralità dell’utente e all’umanizzazione delle cure che veda in prima linea il volontariato, risorsa preziosa nei processi di empowerment del paziente e del suo sistema familiare.
È uno degli obiettivi inseriti nella legge regionale 5/2009, che ha avviato una riorganizzazione del sistema sanitario mirata alla riqualificazione delle funzioni e dell’offerta dei servizi territoriali e alla prevenzione dell’ospedalizzazione.

Il coinvolgimento di volontariato adeguatamente formato, infatti, appare di fondamentale importanza nella riorganizzazione delle attività territoriali e all’interno dei costituendi Presidi Territoriali di Assistenza (PTA) dove sono previste aree specifiche rivolte ai pazienti cronici: gli Ambulatori di Gestione Integrata con i Medici di Medicina Generale, gli Ambulatori Infermieristici, le Aree di Accoglienza, l’assistenza domiciliare, etc.
Ed è in questa prospettiva che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina ha attivato percorsi formativi dedicati ai volontari delle associazioni socio – sanitarie presenti in tutto il territorio provinciale, sui temi dell’educazione del paziente con patologie a lungo termine e di coloro che se ne prendono cura, i cosiddetti “caregiver”.

Il progetto, partito ad ottobre e realizzato all’interno della linea progettuale “Valorizzazione dell’apporto del Volontariato” del Piano Sanitario Nazionale 2010 con il coordinamento dall’U.O. Formazione, si sviluppa in due fasi. La prima, da poco conclusasi con l’ottima risposta dei partecipanti, è stata la formazione d’aula, gestita dai professionisti dell’Azienda e da Medici di Medicina Generale. Al centro delle attività, le aree tematiche dell’organizzazione dei servizi sanitari sul territorio, la comunicazione, l’empowerment del paziente e della sua famiglia, gli aspetti clinici delle patologie del diabete e dello scompenso cardiaco. Terminato questo primo step, il progetto prevede adesso il tirocinio all’interno delle strutture dell’Azienda e il tutoraggio dei sanitari impegnati nell’ambito della gestione integrata del diabete mellito e dello scompenso cardiaco.

L’iniziativa promossa dall’ASP Messina si pone in linea con quanto afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità che definisce «l’educazione sanitaria e terapeutica come strategia che aiuta il paziente e la sua famiglia a comprendere la malattia e il trattamento, a collaborare con le cure, a farsi carico del proprio stato di salute e a conservare e migliorare la propria qualità della vita». Ciò implica un autentico trasferimento pianificato e organizzato di competenze e cure terapeutiche, grazie al quale, attraverso anche il determinante contributo offerto appunto dal mondo del volontariato, la dipendenza lascia il posto alla responsabilizzazione ed alla collaborazione attiva.

Commenti