Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

PROCESSO 'OPERAZIONE VIVAIO': UN ERGASTOLO E 170 ANNI DI CARCERE CHIESTI DALL'ACCUSA

Messina, 3 mar. - L'accusa chiede un ergastolo e condanne per oltre 170 anni di carcere nel processo dell'operazione antimafia "Vivaio" sugli interessi e le infiltrazioni mafiose nella gestione delle discariche di Mazzarra' e Tripi, in provincia di Messina. I pubblici ministeri Giuseppe Verzera e Francesco Massara hanno concluso la requisitoria davanti alla Corte d'Assise sollecitando la condanna di diciassette imputati e e tre assoluzioni.
Il carcere a vita e' stato proposto per Nicola Aldo Munafo', accusato dell'omicidio di Antonino Rottino, ucciso a Mazzarra' Sant'Andrea il 22 agosto 2006.

Chiesti 30 anni per Tindaro Calabrese, reggente del clan dei "Mazzarroti", mentre 17 anni sono stati chiesti per Nunziato Siracusa e 16 anni ciascuno per Agostino Campisi e Michele Rotella, 16 anni e 10 mesi per Carmelo Salvatore Trifiro'. Per l'ex boss dei "Mazzarroti" Carmelo Bisognano (nella foto), diventato collaboratore di giustizia, la richiesta e' stata di 6 anni con le attenuanti, mentre per l'imprenditore catanese Alfio Giuseppe Castro, anche lui collaboratore di giustizia, i pubblici ministeri hanno chiesto 8 anni e 6 mesi. Per tutti gli altri chieste pene inferiori.
L'operazione "Vivaio", scattata nel 2008, e' il risultato di un lungo lavoro dei carabinieri del Ros che si e' sviluppato per diversi mesi lungo la provincia tirrenica e che ha fatto luce su una serie di estorsioni e danneggiamenti ai danni di imprese. (AGI)

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