Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

FALCONE: LA REGIONE PROMUOVE UN "SITO DELLA MEMORIA"

Palermo, 24 mag 2012 - Contro la mafia, "Possiamo sempre fare qualcosa". E' una delle frasi di Giovanni Falcone che spesso continuano ad essere ripetute. Qualsiasi cosa si scelga di fare essa non puo' e non deve prescindere dal ricordo. E' con questo spirito che la Presidenza della Regione Siciliana ha appena pubblicato un sito internet (http://www.insiemeperricordare.com) attraverso il quale i cittadini sono chiamati ad esprimere e condividere i loro pensieri, i ricordi ma anche a descrivere luoghi, emozioni, sentimenti, stati d'animo, propositi. Tutto cio' allo scopo di disegnare, tutti insieme, una sorta di "mappa" attraverso la quale leggere il nostro passato per costruire il futuro.

E' necessario contrastare il rischio concreto che le ricorrenze delle stragi di mafia, a partire dagli attentati contro Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle loro scorte si trasformino in mero evento rituale. Ogni anno la partecipazione della gente comune, dei cittadini, pare affievolirsi mentre aumenta in maniera esponenziale il presenzialismo di esponenti politici e istituzionali che spesso utilizzano quei giorni, quegli eventi come passerelle mediatiche fini a se stesse.

I cittadini, le giovani generazioni, i parenti delle vittime - devono riappropriarsi anche dei momenti di celebrazione e di memoria. La lotta alla mafia passa necessariamente da una crescita dell'intera societa' civile che deve trovare e coltivare, all'interno del proprio impegno come nei momenti di vita quotidiana, gli anticorpi contro un sistema come quello mafioso basato sulla violenza e sull'oppressione.

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