Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

CORONA CHIEDE IL RISPETTO DELLA PLURALITÀ DELL’INFORMAZIONE ISTITUZIONALE

Palermo, 27 giugno 2012 - “Esiste un Piano di comunicazione istituzionale 2012 della Regione? È una zona tuttora oscura sulla quale vorrei che il presidente Lombardo facesse luce, per i siciliani”. Lo dice il deputato all’Ars del Pdl Roberto Corona che, per questo, ha depositato oggi una interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Corona, ricordando la valenza di un Piano, che definisce “strumento indispensabile per lo svolgimento di una corretta propaganda delle attività della Regione” – insomma per la trasparenza – avanza una lunga serie di richieste di delucidazioni. A partire dalla festa della Regione del 16 maggio scorso, il deputato messinese chiede se sia stata resa nota la spesa ma anche a quanto questa ammonti, e da quale capitolo di bilancio si sia attinto e, ancora, se siano state rispettate le direttive dell’Agcom per garantire la pluralità delle attività giornalistiche nel territorio regionale. Dunque, in pratica, se lo stesso Piano sia stato realmente redatto e utilizzato.

Inoltre, Roberto Corona vuol sapere dal presidente della Regione quali criteri vengano utilizzati per la suddivisione della pubblicità istituzionale alla stampa e con quali criteri queste ripartizioni siano fatte; il nome del responsabile del procedimento; se sia stata garantita la trasparenza nell’assegnazione degli incarichi per la comunicazione e se questi incarichi siano stati conferiti seguendo regole democratiche e certe, per gli automatismi permessi dalle norme. Non vorrei – conclude Corona – che la mancanza di informazione sui criteri di scelta celassero, piuttosto, una serie di assegnazioni clientelari o comunque non rispondente a una equa ripartizione; anche perché ciò andrebbe contro le norme nazionali e regionali”.

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