Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

LA SICILIA DI ANGELO SANTAROMITA VILLA AL TOURS’ART FESTIVAL 2012

Palermo, 26/06/2012 - Nell’ambito del Tours’art Festival 2012: la Sicilia da leggere, manifestazione culturale promossa dal Servizio di Promozione del Turismo e dell’Immagine del Comune di Palermo, nella splendida cornice di Villa Trabia, l’Editore Armenio ha presentato, con l’intervento dell’autore Preside Prof. Angelo Santaromita Villa, la Collana di volumi sulle tradizioni popolari e storiche siciliane, costituita da cinque volumi:
1) Frammenti di cultura popolare,
2) Indovinelli siciliani,
3) Agrimesi,
4) Scioglilingua, filastrocche, contrasti, mottetti siciliani,
5) Vastasarie.
Frammenti di cultura popolare contiene un'interessante raccolta di scongiuri, credenze, superstizioni, giuramenti, imprecazioni, esclamazioni, espressioni (tipiche, blasfeme, di rassegnazione), scherzi di parole, parabole, consigli di medicina naturale popolare, giochi, curiosità.

Indovinelli siciliani, ´nduvinagghi, espressioni della saggezza popolare, sono costituiti da brevi enigmi, formati da strofette o enunciati in forma narrativa e generalmente si presentano con parole equivoche o ambigue o con una perifrasi riguardante la cosa da indovinare; si riferiscono a cose comuni e semplici e sono rivestiti di sottile metafora; costituiscono dei passatempi per i bambini o anche elementi di gare tra gli adulti. Alcuni indovinelli sembrano espressi con termini poco urbani o a doppio senso, ma chi ha animo puro li accetta come sono; in ogni caso chi li propone avverte, se lo ritiene, che "Absit iniuria verbis " (Non ci sia offesa nelle parole).
Agrimesi annota come nello scorrere dei secoli l'economia siciliana si è basata sull' agricoltura, sull'artigianato, sulla pesca e meno sull’attività industriale. I proverbi e i modi di dire, ricadenti nei vari mesi dell’anno, sono essenzialmente di carattere agreste e tendono all’interpretazione di specifici eventi, meteorologici o lunari, influenzanti il decorso climatico o l’andamento delle colture; inoltre, derivando dall’esperienza, essi mirano a fornire i dettami per l’esecuzione delle varie specifiche operazioni agricole. Per favorire a tutti la comprensione del siciliano vi è la traduzione pressoché letterale in lingua italiana, è fornita l'esplicazione del significato, è  registrata la corrispondente espressione italiana e, ove riscontrata, anche quella di origine latina o greca.

Scioglilingua, filastrocche, contrasti, mottetti siciliani contiene una ricca raccolta di questi specifici elementi, frutto di anni di trascrizioni secondo quanto derivato dalla propria memoria o dalla viva voce della gente di tutti i ceti sociali; inoltre il volume presenta la traduzione letterale in italiano e, ove necessario, l’esplicazione del significato.

Vastasarie contiene espressioni o termini licenziosi del parlare comune in cui capita di esprimersi in modo libero e marcato per rendere meglio il concetto o più colorita la frase, oggi in uso anche nei moderni mezzi di comunicazione di massa. Generalmente i Siciliani sono soliti prendersi qualche libertà di linguaggio, specialmente nei momenti d'ira, nei litigi, nelle conversazioni cameratesche. Talora per scusarsi e per farsi perdonare il vocabolo o la frase volgare, si premette al proprio dire: “Scusannu 'a frasi” cioè “Scusando il modo lascivo di parlare”; oppure adoperando qualche dotta espressione si dice: “Sit venia verbo” ossia “Mi sia scusato il dire”. Questa raccolta contiene pure l'esplicazione del significato o le corrispondenti espressioni italiane e latine.

Angelo Caria

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