Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

L’OSCILLAZIONE NEL MAR MEDITERRANEO DOPO LO TSUNAMI DEL MARZO 2011

Roma, 14 giugno 2012 - L’11 marzo del 2011, una scossa violentissima di magnitudo 9, colpì l’isola di Honshu, in Giappone, con il settimo sisma più potente nella storia dei terremoti conosciuti.
Dal movimento tellurico, ne conseguì un onda di tsunami che si propagò in gran parte degli Oceani. Oggi sappiamo che la perturbazione marina riuscì anche a passare attraverso lo Stretto di Gibilterra, causando deboli oscillazioni del Mare Nostrum. Queste sono state individuate grazie all’analisi di dati mareografici effettuata da un gruppo di studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, del Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria e del British Antarctic Survey, Natural Environment Research Council, Cambridge, UK (Antonio Vecchio, Marco Anzidei, Vincenzo Capparelli, Vincenzo Carbone e Ignazio Guerra), che hanno pubblicato i loro risultati in un articolo scientifico dal titolo:”Has the Mediterranean Sea felt the March 11th, 2011,Mw 9.0 Tohoku-Oki earthquake? “ sulla prestigiosa rivista “EPL” A Letters Journal Exploring the Frontiers of Physics (www.epljournal.org).

Chiediamo a Marco Anzidei, ricercatore dell’INGV e uno dei coautori dello studio, come si è riuscito a ottenere questo risultato.
Abbiamo analizzato i dati mareografici della rete italiana dell’ISPRA, anche grazie alla disponibilità dell’Ing. Giovanni Arena, e quelli delle stazioni internazionali afferenti al Permanent Service for Mean Sea Level. I dati sono stati analizzati con tecniche sofisticate e innovative che hanno permesso di individuare all’interno delle registrazioni il segnale legato agli effetti del maremoto del Giappone. L’oscillazione della superficie marina è arrivata nel Mediterraneo 40-50 ore dopo l’evento sismico.

L’innalzamento potrebbe mettere a rischio le coste italiane?

No, perché si è trattato di un fenomeno transiente e di piccola ampiezza, dell’ordine di 10-15 cm.

Studi recenti ipotizzano innalzamenti locali del mare Mediterraneo anche fino a 1.5 m entro fine secolo per cause climatiche e tettoniche. Quanto lo tsunami giapponese influenza questo dato?

E’ possibile che si sia verificata una variazione globale del livello del mare in seguito a questo maremoto, tuttavia non esistono ancora studi specifici come avvenuto ad es. per il maremoto di Sumatra del 2004. Ad ogni modo, l’ampiezza della variazione globale sarebbe molto piccola, dell’ordine del millimetro o meno.

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