Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SPENDING REVIEW. SCILIPOTI (MRN): LA REVISIONE DELLA SPESA HA SENSO SE CONTESTUALE ALLA RIAPPROPRIAZIONE DELLA SOVRANITA' MONETARIA

Roma, 02/08/2012 - "Delegare alla BCE la strategia d'uscita dalla crisi, vuol dire perpetuare la nostra subalternità ai mercati e a chi li manovra o li tollera e in primo luogo alla BCE, in nome di un liberismo finanziario senza regole". Così l'On. Domenico Scilipoti, Segretario Nazionale MRN. "Contro questa tendenza che ha già causato enormi danni alla nostra economia reale, bisogna in primo luogo tornare all'emissione della moneta da parte dello Stato italiano, concedendo credito alle PMI ed alle famiglie italiane con il ricavato del reddito da sovranità monetaria, eventualmente, anche attraverso un nuovo Istituto statale di emissione della quota euro assegnata al nostro Paese. In secondo luogo- continua il Deputato MRN- decidere se puntare alla riforma del Trattato di Lisbona, per trasformare la BCE, che oggi è un organismo legato a doppio filo col mondo della speculazione finanziaria transazionale, in Banca federale europea controllata dagli Stati facenti parte dell'eurosistema, oppure, se tale obiettivo risultasse impossibile da eseguirsi, tornare alla lira". "La vecchia cara lira- conclude l'On. Scilipoti- affossata quattordici anni fa da Prodi sulla base di un tasso di cambio iniquo con l'euro, che ha letteralmente dimezzato i redditi fissi dei lavoratori e degli impiegati italiani.

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