Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CARONIA: SEQUESTRATI ALTRI BENI AI LAMONICA, DOPO I 30 MILIONI DI MARZO

Caronia (Me), 21/11/2012 - Sequestro di beni a Caronia (Messina) nei confronti degli imprenditori Antonino e Tindaro Lamonica, considerati dagli inquirenti esponenti di spicco di gruppi mafiosi attivi nell'area tirrenica della provincia di Messina. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale su richiesta della Dda di Messina.
La Direzione Investigativa Antimafia di Messina ha sequestrato ai due imprenditori beni per un valore di circa 600 mila euro. Nello scorso mese di marzo ai due imprenditori erano già stati sequestrati beni per circa 30 milioni di euro.

In quella data la Direzione Investigativa Antimafia di Messina aveva eseguito due provvedimenti di sequestro beni e quote societarie, per un valore di circa 30 milioni di euro, emessi dal Tribunale di Messina - Sezione Misure di Prevenzione - a carico dei due imprenditori Lamonica, sospettati di contiguità con esponenti di spicco di gruppi mafiosi operanti nella fascia tirrenica-nebroidea della provincia di Messina. I beni e le quote societarie sono quelle degli imprenditori. I due sono accusati di essere vicini ad esponenti mafiosi della zona tirrenica dei Nebrodi della provincia di Messina.

La misura di prevenzione patrimoniale eseguita, spiega una nota, scaturisce da un'indagine diretta dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, Vito Di Giorgio, sotto il coordinamento del Procuratore Capo, Guido Lo Forte.

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