Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LOMBARDO: "CROCETTA NON PORTA OROLOGI INGOMBRANTI, MI SENTO LIBERO DA SANGUISUGHE E PARASSITI"

Lo scrive sul suo blog l'ex Governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, dopo la chiacchierata, in occasione della cerimonia di insediamento, con il nuovo Presidente della Regione, Rosario Crocetta: "Abbiamo passato in rassegna alcune emergenze e l’uomo mi è sembrato informato e determinato. Gli ho consegnato l’ingombrante “orologione” del sultano dell’Oman, tutto oro e diamanti. Non credo che lo indosserà. Oggi (ieri, ndr) invece lunga gita con mia moglie nella provincia di Ragusa. Non capitava da almeno 5 anni. Ho ripreso a guidare dopo almeno una dozzina d’anni. Ho incontrato molti amici in credito di una visita. Nel mentre, il Partito dei Siciliani si interrogava “sull’eredità”, su chi deve possederla e perché...."

Palermo, 11/11/2012 - Rosario Crocetta, cortese e interessato. Mi è sembrato informato e determinato, interessato a non farsi legare le mani dalle logiche del palazzo e di certa politica. Niente eolico. Lo smaltimento dei rifiuti ai comuni e per il resto raccolta differenziata. Niente termovalorizzatori. Avanti nella riforma sanitaria. Il mio punto di vista? Su un programma di riforme radicali o, come le chiama lui, rivoluzionarie, credo meriti incondizionato appoggio.

Gli ho consegnato l’ingombrante “orologione” del sultano dell’Oman, tutto oro e diamanti. Non credo che lo indosserà.Nel mentre, il Partito dei Siciliani si interrogava “sull’eredità”, su chi deve possederla e perché. Una quarantina tra candidati e componenti di un cosiddetto comitato regionale su 240 e un centinaio di accompagnatori, tifosi, curiosi. Mi hanno riferito.

Spiacciono le parole, non pronunziate in sala, di qualche aspirante sciacallo, ma è messo nel conto. Non è la prima volta che mi capita di riflettere sulle miserie di qualche uomo. Pochi in verità. Mi sento libero e liberato da sanguisughe, parassiti e servi sciocchi che nel frattempo si sono affrancati. Non mi convincono le correnti organizzate. Di cosa stiamo parlando?

Della corrente separatista? Di quella secessionista o della corrente filo governativa? Mi sembra piuttosto il preludio di qualcos’altro. Ai tanti liberi e forti dell’Autonomia, a chi me lo ha chiesto, consiglio di aprirsi al mondo. Di coinvolgere i siciliani e di abbandonare le comodità del Palazzo; di eleggere democraticamente i capi; di sapere interpretare il dramma della povertà, del bisogno, del lavoro che non c’è. Io ho fatto la mia parte. E l’ho fatta fino in fondo scommettendo tutto me stesso. Ora spetta a loro.

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