Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

TRISCELE, CIPRIANO (FAI CISL): “L’OBIETTIVO DELLA FAMIGLIA FARANDA ERA IL TERRENO E NON LO STABILIMENTO

Messina, 23 novembre 2012 – “Il progetto è completato, le aree dell’ex Birra Messina sono edificabili e non ci sarà traccia di alcun piano industriale per il riavviamento della produzione con la delocalizzazione dell’impianto”. E’ amaramente sarcastico Calogero Cipriano, segretario generale della Fai Cisl di Messina nel commentare l’esito della vicenda Triscele.

“Avremmo voluto sbagliare – afferma il segretario della Fai Messina – avremmo voluto che le nostre grida d’allarme, spesso strumentalizzate, fossero risultate false. Invece oggi è lampante come la famiglia Faranda non abbia comprato una fabbrica, ma un terreno e questi sono i risultati. Giovedì ci hanno detto che la monetizzazione del terreno, adesso, non basterà perché è necessario coprire altri debiti e quindi non vi è alcuna intenzione o possibilità di delocalizzare e ripartire. Così, però, è stata tradita la fiducia dei lavoratori e della città che avevano investito in una soluzione imprenditoriale messinese. I

lavoratori, adesso, rischiano di essere beffati due volte. Da gennaio saranno messi in mobilità e si domandano che fine farà il loro Tfr, quello di Heineken Italia, che i lavoratori hanno lasciato alla famiglia Faranda al momento dell’acquisizione per l’operazione di acquisto della fabbrica. Anzi, del terreno”.
Cipriano ha vissuto in prima persona la giornata di disperazione dei lavoratori della Triscele, compreso il gesto di Domenico. “Mimmo – racconta – che è anche un attivista sindacale ha sentito ancora di più sulle sue spalle questo peso. Noi soffriamo con lui e lotteremo accanto a lui e agli altri 40 dipendenti affinché non vengano nuovamente presi in giro”.

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