Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

BARCELLONA P.G., RUSSO (PD): “AL PARTITO DEMOCRATICO NON INTERESSA ‘UN POSTO IN GIUNTA’ NÉ LO HA MAI CHIESTO”

Barcellona P.G., 6 dicembre 2012 - In merito alle dichiarazioni del Sindaco M.T. Collica durante la Conferenza Stampa del 17 Novembre che riguardano il PD è opportuno ribadire e chiarire quanto già avevo dichiarato durante l'intervista rilasciata a questo giornale pubblicata il 15 novembre.
Il Sindaco non può disconoscere che l'apporto del Partito Democratico alla sua elezione è stato pacifico e determinante, ma non solo. Il sostegno del PD, infatti, anche se poggiava sugli originari due consiglieri e ora su un terzo ma anche sulla fattiva collaborazione di un quarto, è un sostegno, prima di tutto, di natura ideale che, con i risultati elettorali recenti, e si spera futuri, è destinato sempre più a rafforzarsi e, nelle condizioni politiche e istituzionali barcellonesi, non può che andare ad appannaggio del Sindaco e della sua Giunta, pur se il mancato coinvolgimento del PD rimane un fatto politico del tutto singolare e incomprensibile.
Tali premesse, però, non possono in alcun modo autorizzare il Sindaco a snobbare il potenziale politico del PD rispetto ad un corretto rapporto con l'attività dell'Amministrazione.

In altre parole, il PD non deve e non può più continuare a supportare la Giunta incondizionatamente, ovvero quali che siano i provvedimenti da votare, poichè ciò equivarrebbe ad uno snaturamento della autonomia della funzione del gruppo consiliare il quale, in armonia con il Partito, d'ora in poi valuterà quali atti proposti dall'Amministrazione siano utili e necessari per la collettività in attuazione di quei principi di equità, tutela e progresso dei cittadini che stanno a cuore al PD.

Si ribadisce, comunque, che al Partito Democratico non interessa "un posto in giunta" né lo ha mai chiesto.
Piuttosto, al PD interessa caratterizzare con la dignità è il rango che gli compete, le scelte politico-programmatiche del futuro della città, cui intende dare il suo contributo di idee.

Su tali basi, la proposta del Sindaco di mettere in piedi un generico staff di venti persone appare, allo stato, un iniziativa evanescente e non utile allo scopo, specialmente se, come lo stesso Sindaco ha dichiarato, la rinascita della città è affidata solo alla forza propulsiva dei laboratori di quartiere.
Comprendiamo che questi primi mesi sono serviti ad avere una idea delle innumerevoli "problematiche ataviche" della città, ma vorremmo che il Sindaco a sua volta si convincesse che il Partito Democratico non è da considerare un problema, ma al contrario una preziosa risorsa che non va né sminuita né accantonata pena, se no, l'annichilimento della giunta che, a dispetto delle vane parole, è frutto essa stessa di una alleanza tra movimenti associazioni e partiti, e che questi ultimi non sono il male della politica ma vanno aiutati a fare buona politica in conformità alla loro tuttora valida natura costituzionale, ravvivata dalle recenti fruttuose primarie del centrosinistra.

Ebbene, il Partito Democratico di Barcellona vuole raccogliere la sfida della buona politica e contribuire al successo di questa Giunta, ma non può e non deve abdicare alla sua dignità ed indipendenza di giudizio sulla validità di scelte che non sono espressione di un'elaborazione progettuale condivisa.
Auspico, quindi, che il Sindaco non si rinchiuda nel recinto del suo gruppo di vertice ma sappia avviare, come voglio credere, su tutte le questioni poste, un confronto leale e approfondito col Partito Democratico il quale è convinto che sul dialogo la chiarezza e il rispetto sia possibile costruire un futuro.

Francesco Russo

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