Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MESSINA, ILLEGITTIMO PER IL GIUDICE IL TRASFERIMENTO DI DUE LAVORATORI DELLA VIA LATTEA

Messina, 6 dicembre 2012 – La società La Via Lattea S.p.A. di Messina facente parte del noto "Gruppo Euronics" è stata condannata a riassegnare due lavoratori, iscritti alla Fisascat-Cisl di Messina, presso l'originaria sede lavorativa sul presupposto della illegittimità dei trasferimenti adottati nei confronti dei due dipendenti sindacalizzati.

Il Tribunale del Lavoro di Messina - in composizione collegiale - con ordinanze del 9 e del 22 novembre 2012 ha ritenuto fondate le tesi difensive del legale della Fisascat Cisl e ha pertanto sospeso l'efficacia del trasferimento dei due lavoratori.

Sulla base dell'istruttoria svolta il Collegio ha, infatti, ritenuto "insussistenti" le ragioni tecniche, organizzative e produttive addotte dalla datrice di lavoro a sostegno dei provvedimenti di trasferimento, ragioni che, com'è noto, devono essere "comprovate" (art. 2103 cod..civ.) e, dunque, serie, dovendosi, tra l'altro, operare un bilanciamento di interessi tra le ragioni dell'azienda e quelle del lavoratore.

Ciononostante, il lavoratore vittorioso, giunto nella originaria sede di lavoro per riprendere servizio, si è sentito dire che non si sapeva nulla del suo rientro in Azienda ed è stato mandato via.

Immediata la reazione del Segretario Generale della Fisascat-Cisl, Pancrazio Di Leo: "Il comportamento aziendale è la punta dell'iceberg di una serie di comportamenti vessatori di cui sono stati fatto oggetto i nostri due iscritti. Faremo tutto quanto ci consente la legge per far sì che i provvedimenti giudiziali vengano rispettati e non restino, invece, lettera morta con ulteriore mortificazione dei diritti e delle aspettative dei lavoratori".


Commenti