Si è svolta ieri all'Assemblea Regionale di Palermo, presieduta dal Vicepresidente Salvatore Pogliese, la prosecuzione della discussione generale del disegno di legge per l'istituzione dei Consorzi di Comuni. L'abolizione delle Province Regionali prevede la costituzione in Sicilia di 11 Consorzi come novità derivante dalla soppressione degli enti territoriali intermedi. Tra gli interventi in aula quello del presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta.
I lavori d'Aula rinviati a martedì 19 marzo alle ore 16 con all'ordine del giorno il seguito della discussione del disegno di legge "Norme transitorie per l'istituzione dei consorzi di Comuni". Di seguito uno stralcio dell'intervento de governatore Crocetta
Palermo, 15/03/2013 - Sinceramente mi sembrano eccessivi alcuni toni, laddove descrivo non un progetto, che è nel cuore di questa Regione e fa parte persino della sua base fondativa quello dei Liberi Consorzi dei comuni, come una sorta di arretramento di cinquant’anni, come dire che il nostro Statuto sarebbe superato e le ragioni stesse della nostra autonomia non avrebbero più senso.
Credo, invece, che proprio quel ritorno all’Autonomia sia il nostro futuro, non il nostro passato, cioè che il rilancio di una politica in cui la Regione siciliana comincia a scoprire le ragioni profonde per cui ha avuto la propria autonomia sia uno dei motivi persino di orgoglio della nostra azione politica. Noi non abbiamo avuto giustizia in questi anni e la Regione siciliana non ha avuto giustizia proprio nel riconoscimento di ciò che era previsto nello Statuto e lo abbiamo in materia fiscale, sull’Alta Corte, sui Consorzi ai comuni e su tante altre questioni.
Bene, oggi abbiamo la possibilità, su lla base della esclusività che abbiamo in materia di disciplina degli Enti locali, di potere organizzare al meglio il lavoro della nostra Regione che si articola nella esistenza della Regione, negli Enti di area vasta e si articola nella esistenza dei Comuni, solo che in Sicilia le province si chiamano liberi consorzi dei comuni.
Questo lo dice la nostra Costituzione e questo ha inteso fare il legislatore all’atto dell’insediamento di questo Parlamento e questo hanno inteso fare i padri dell’autonomia come Aldisio e come Alessi; se il riferimento, quindi, al passato deve essere il riferimento della politica di oggi, dovrebbe essere riferimento a quei padri fondatori e non solo a quelli, ma anche a coloro, come Li Causi, che hanno voluto insieme ad Aldisio e insieme ad Alessi lo Statuto siciliano, allora sicuramente è estremamente gradita quella citazione di ritorno al passato. Se, invece, il passato dovesse essere quello immediatamente prima, magari potrebbe essere più caro ad altri deputati che sono qui dentro e non sicuramente a me e alla mia storia personale. Noi vogliamo anticipare, per la prima volta, con una serie di azioni ciò che oggi ci viene richiesto dal Paese ed oggi il Paese ci dice che dobbiamo cominciare a pensare ai poveri, ai deboli, alle imprese che falliscono, agli imprenditori che si su icidano e questo richiede un’attenzione nuova, diversa da parte della classe dirigente della Regione, tutta, nessuno di noi può pensare che per ragione meramente politiche o di parte, o di partito
o anche di divisioni personali, di scontri persino personali con il Presidente o di mettere in secondo piano quello che deve essere un progetto generale che ci dovrebbe vedere tutti quanti uniti attorno a questa questione.
Noi sappiamo, tutti quanti, quali sono i deficit che ci portiamo del passato e questi deficit sono ascrivibili ad una serie di motivi; sono ascrivibili ad una serie di soci età partecipate che sono all’interno della Regione, sono ascrivibili alle società partecipate che sono nei Comuni, sono ascrivibili alle società partecipate che sono nelle Province, sono ascrivibili, a volte, anche ad una insufficienza legislativa, nei controlli, sugli impegni di spesa, sul fatto che quando c’è un impegno di spesa si deve verificare che l’entrata è certa in quel capitolo di spesa.
Ovviamente tutto questo non è avvenuto, anche negli anni più recenti, ciò non significa che poi lì le responsabilità necessariamente si riconducano alla politica, perché ci sono anche responsabilità dei tecnici che dovrebbero verificare. A volte c’è un Governo parallelo per cui la politica stabilisce alcune cose, mentre i tecnici ne fanno altre, quindi mi dispiace se alcune questioni diventino di
ragione politica, mentre dovrebbero vederci tutti uniti non solo per guardare la veridicità di queste cose, ma anche per trovare insieme le soluzioni più riuscite.
Oggi la tendenza nazionale è di abolire le province, chiudere le partecipate e noi abbiamo presentato un pacchetto di risparmi, non solo quello delle province, sono andato a guardare tutti i disegni di legge che prevedono accorpamenti di partecipate, non prevedono chiacchiere sulle partecipate. Se io pensassi ai consigli di amministrazioni e alle nomine, li moltiplicherei, li lascerei, invece ne
annulliamo quindici, quindici consigli di amministrazione, quindici collegi dei revisori, quindici direttori generali, ma quindici per tre, per quattro, per cinque a seconda di quanti sono questi organismi che sarebbero una gola ghiotta per chi vuol e fare clientelismo; se poi andiamo a contare anche le nomine che ha fatto il Governo, valutiamo se ci riferiamo al fatto che abbiamo conservato
circa il 70-80 per cento dei commissari delle ASP nominati precedentemente, senza pregiudizi politici, alcuni hanno semplicemente rotato - mi pare un fatto normale - così come abbiamo lasciato l’incarico al 70-80 per cento dei direttori generali che c’erano, alcuni li abbiamo ridotti come numero, qualche altro è di nuova nomina. Non vedo dove sta il problema, se avessimo voluto
operare con questo senso di vendetta politica e col senso di farci gli amici avremmo fatto ben altre operazioni, invece abbiamo pensato solo all’interesse pubblico, all’idea di mettere in funzione una macchina, all’idea di metterla in marcia, all’idea che questa macchina dovesse cominciare.
E sinceramente a chi dice che abbiamo rovinato la Regione, ritengo che cento giorni siano pochini per rovinare una Regione, crdo ce ne vogliano molto di più.
Credo che i problemi di oggi, se si ha onestà intellettuale, hanno una storia e in questi mesi abbiamo fatto solo riduzione della spesa, solo e soltanto questo. Quando abbiamo previsto la riduzione del salario accessorio per i dirigenti, quando abbiamo proposto che il trattamento dei dirigenti dell’Assemblea regionale venisse equiparato a quello dei direttori della Regione, fra i
progetti di legge presentati, guardate che in questo il risparmio non sarebbero bruscolini! In questo caso si pone un problema se noi come classe politica vogliamo continuare a farci gli amici, difendendo privilegi insopporta bili, se cominciassimo invece a dire che il salario accessorio è zero all’inizio dell’anno e che può diventare anche il massimo solo se si raggiungesse il massimo
degli obiettivi come si fa nelle aziende private, probabilmente cominceremmo a incrementare la produzione, probabilmente non avremmo tremila pratiche che attendono il VIA-VAS dall’Assessorato del territorio.
Bravo Crocetta non ti fare imbrigliare dai truffaldini!!
RispondiEliminaHai fatto piu cose positive tu in 100 giorni che tutti i governi precedenti, che hanno fatto tanto danno.