Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

NIBALI IMMENSO CAMPIONE DEPURATO DALLE ERRE MOSCE DI PETULANTI COMMENTATORI

Se le Tre Cime di Lavaredo fossero state quattro le avrebbe 'nuotate' come solo uno “Squalo dello Stretto” sa fare, mentre commentatori autoreferenziali hanno negato al telespettatore l'enfasi del gesto atletico e dell'impresa. Nibali visto in questo Giro d'Italia riporta il ciclismo italiano a personaggi gloriosi e indimenticati. Sarebbe il caso di depurare la petulanza dei commentatori per riportare la cronaca sportiva agli onori della... cronaca

Messina, 26/05/2013 - Grande, infinito Vincenzo Nibali, trionfatore del Giro d'Italia 2013, molto più che vincitore. Un'impresa commentata in modo insapore da... commentatori petulanti, che non hanno saputo raccontare ieri (ma non solo) l'alto valore sportivo ed etico che l'impresa del campione siciliano ha espresso. Un grande messinese ha scalato da vero campione le Tre Cime di Lavaredo bianche di neve, imprimendo sul candido manto la scia rosa della sua incontenibile determinazione a lasciare un segno di grandezza nella storia del ciclismo e dello sport.

Nibali ha scelto l’impresa e la leggenda per vincere il 96.mo Giro d’Italia, nel silenzio ‘fragoroso’ delle sue ruote ruggenti d'amore per lo sport e della purezza del gesto atletico. Un’impresa da raccontare in piedi e col cappello in mano, un’impresa da trasmettere in bianco e nero. Da raccontare a chi vorrebbe ascoltare ancora esaltanti storie di ciclismo e di sport, da consegnare ai nipoti.

Se le Tre Cime di Lavaredo fossero state quattro, Vincenzo Nibali le avrebbe 'nuotate' ugualmente, come solo uno “Squalo dello Stretto” sa fare, incurante della pendenza e della neve che gli sferzava il viso ma che si scioglieva col caldo del suo rovente cuore siciliano di atleta, mentre commentatori autoreferenziali, interessati a fare sfoggio di particolari, gossip, brioches, date di nascita e di compleanno, hanno negato al telespettatore l'enfasi del gesto atletico e dell'impresa.

Nibali visto ieri e in questo giro riporta il ciclismo italiano ad anni e personaggi gloriosi e indimenticati. E sarebbe il caso di depurare la petulanza dei commentatori dalle erre mosce numerosamente associati, per riportare la cronaca sportiva agli onori della... cronaca. La cronaca che eleva lo spirito e, quando può, alla prima occasione fa sognare!

m.m.

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