Lite tra condomini degenera. Arrestato il pregiudicatoGiovanni Tricomi per tentato di omicidio
L'uomo al culmine di una lite condominiale, nel rione di
Sant'Elena, ieri ha sparato contro due vicini di casa padre e
figlia, di 55 e 24 anni, ferendoli alle braccia e alla gambe.
Messina, 03/06/2013 - Gli agenti delle Volanti hanno proceduto ieri, intorno alle ore 14.00, all’arresto di Giovanni Tricomi, messinese quarantottenne pregiudicato, resosi responsabile dei reati di tentato
omicidio pluriaggravato, porto illegale di arma da fuoco, violazione di domicilio e minacce gravi.
I poliziotti hanno inoltre denunciato in stato di libertà un familiare del reo, per i reati di lesioni personali, violazione di domicilio e getto pericoloso di cose.
I due, l’arrestato ed il denunciato, sono stati i protagonisti di una lite tra condomini dello stabile in cui sono residenti in via Principessa Giovanna. Le incomprensioni sarebbero nate a causa di un cane di proprietà delle vittime che avrebbe più volte arrecato disturbo ed aggredito l’arrestato e i suoi congiunti. Anche ieri mattina, un episodio simile si sarebbe verificato innescando la lite e spingendo il familiare denunciato a lanciare dal suo balcone un oggetto in vetro, probabilmente una comune bomboniera, contro il proprietario del cane.

L’arrestato, poi, non ha esitato a forzare la porta d’ingresso dei vicini e a sparare diversi colpi di arma da fuoco che hanno raggiunto e ferito figlia e padre, la prima al piede sinistro, il secondo alla gamba destra ed all’avambraccio sinistro, successivamente giudicati guaribili rispettivamente in gg.8 ed in gg.15. Il padre, sebbene ferito, sarebbe riuscito a disarmare l’aggressore nel frattempo raggiunto dal familiare che è a sua volta intervenuto colpendo con pugni al capo la vittima. I due aggressori sarebbero poi fuggiti.
I poliziotti intervenuti sul posto hanno rapidamente ricostruito i fatti e rintracciato il responsabile del tentato omicidio presso l’ospedale Papardo dove lo stesso si era recato per una ferita alla mano destra compatibile verosimilmente con una lesione provocata dall’arretramento del carrello di una pistola impugnata in modo scorretto. Nella circostanza, l’arrestato ha dichiarato di essersi ferito con un seghetto utilizzato poco prima per la costruzione di una gabbia ma l’utensile non è stato trovato dagli operatori di polizia nel luogo indicato.
Evidenti tracce di liquido ematico sono state individuate dagli operatori del locale Gabinetto di Polizia Scientifica all’interno dell’appartamento delle vittime. Anche i bossoli sono stati rinvenuti e sequestrati. L’arma utilizzata non è stata ancora ritrovata.
L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato trasferito presso la locale Casa Circondariale.
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